La Cappella Brancacci si rinnova grazie a un progetto europeo che punta a coniugare tutela, innovazione e accessibilità. Uno dei luoghi simbolo del Rinascimento fiorentino sarà infatti dotato di una nuova illuminazione, di un avanzato sistema di monitoraggio ambientale, di sedute ergonomiche per migliorare la fruizione degli spazi e di un pannello tattile pensato per consentire anche alle persone non vedenti di conoscere da vicino uno dei suoi celebri affreschi.
Gli interventi sono stati realizzati nell’ambito del progetto europeo “Access”, finanziato dal programma Horizon Europe, che in Italia ha scelto proprio la Cappella Brancacci come sito pilota per sperimentare nuove soluzioni dedicate alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Tra gli elementi più innovativi figura il sistema di monitoraggio ambientale, progettato per controllare costantemente parametri fondamentali per la conservazione delle opere d’arte. I sensori rilevano temperatura, umidità, concentrazione di anidride carbonica, ossidi di azoto, biossido di zolfo, particolato atmosferico e composti organici volatili, consentendo una gestione ancora più efficace del delicato equilibrio necessario alla tutela degli affreschi.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla qualità della visita. Il nuovo impianto di illuminazione è stato studiato per valorizzare al meglio i capolavori custoditi nella cappella, esaltandone colori e dettagli senza compromettere la conservazione delle superfici pittoriche.
Per migliorare il comfort dei visitatori sono state installate nuove sedute ergonomiche, mentre sul fronte dell’accessibilità è stato realizzato un pannello tattile dedicato alla scena della “Guarigione dello storpio e resurrezione di Tabita”. L’opera è stata riprodotta dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze per permettere anche alle persone con disabilità visiva di vivere un’esperienza culturale più inclusiva.
La sperimentazione si inserisce nel più ampio percorso di ricerca, restauro e valorizzazione della Cappella Brancacci promosso dal Comune di Firenze grazie a un protocollo d’intesa con l’Opificio delle Pietre Dure, la Soprintendenza, il Cnr-Ispc e con il sostegno di Friends of Florence e The Jay Pritzker Fund.
“La Cappella Brancacci rappresenta uno dei luoghi simbolo della storia dell’arte mondiale e allo stesso tempo un laboratorio straordinario per sperimentare nuove modalità di accesso alla cultura”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini.
Sulla stessa linea l’assessora all’Innovazione Laura Sparavigna, che ha sottolineato come il progetto Access confermi la volontà di Firenze di investire in una visione di smart city, nella quale tecnologia e patrimonio culturale si integrano per rendere i beni artistici sempre più accessibili, sostenibili e fruibili da un pubblico ampio e diversificato.
Con questo intervento la Cappella Brancacci rafforza così il proprio ruolo non solo come straordinario scrigno dell’arte rinascimentale, ma anche come modello europeo di innovazione applicata alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale.



