Capraia, salvato da infarto con il Pegaso: è tornato a pesca

Un forte e improvviso dolore al torace mentre si trovava sull’Isola di Capraia ha rischiato di trasformarsi in tragedia. Grazie però alla tempestiva attivazione della rete dell’emergenza cardiologica dell’Azienda USL Toscana nord ovest, un uomo di circa 80 anni è stato tratto in salvo da un infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto St (Stemi), la forma più severa di attacco cardiaco che richiede l’azzeramento di ogni tempistica d’attesa.

Dopo il ricovero, la cura in sala di Emodinamica a Livorno e la successiva dimissione, l’ottantenne è già potuto tornare nella sua Capraia per riprendere una delle sue più grandi passioni: la pesca.

L’intervento tempestivo ha preso il via con una telefonata al 112. Il paziente è stato preso in carico dai sanitari e trasportato tramite un’ambulanza della Svs presso l’ambulatorio dell’isola, dove gli infermieri e i medici della Continuità Assistenziale hanno eseguito immediatamente l’elettrocardiogramma.

Il tracciato, inviato in tempo reale alla telemedicina dell’Emodinamica dell’ospedale di Livorno, ha confermato il quadro di infarto Stemi. E’ stato quindi fatto decollare l’elisoccorso Pegaso, che ha trasferito d’urgenza l’anziano all’ospedale labronico, dove l’équipe medica lo ha sottoposto con successo a un intervento di angioplastica coronarica, ripristinando la pervietà dei vasi.

“Ogni anello della rete ha funzionato in maniera ottimale, dal primo riconoscimento dei sintomi fino al trattamento specialistico – ha dichiarato soddisfatto Emilio Pasanisi, direttore della Cardiologia di Livorno -. La rete dell’emergenza è come una catena, il primo anello è il cittadino che deve chiedere aiuto subito. Nell’infarto il tempo è tutto”.

L’efficienza mostrata dall’organizzazione sanitaria sulle piccole isole testimonia la bontà degli investimenti erogati nei presìdi periferici.

“Garantire a un paziente colpito da Stemi partendo da un’isola l’accesso all’Emodinamica nei tempi delle linee guida significa offrirgli le stesse opportunità di cura disponibili sulla terraferma” ha infatti sottolineato Nicola Bertocci, direttore dell’area Emergenza-Urgenza 118.

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