Carabinieri denunciati per stupro, il Pm ha sentito il secondo carabiniere

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FIRENZE – E’ arrivato in Procura questo pomeriggio, accompagnato dal suo legale, il carabiniere più giovane, Piero Costa, 32enne di Palermo, in forza al Radiomobile di Firenze, prentandosi spontaneamente al pm Ornella Galeotti titolare del fascicolo di indagine e che sabato scorso ha ascoltato anche il collega Marco Camuffo. Durante l’interrogatorio, che è durato circa un’ora, il militare ha fornito la sua versione dei fatti al magistrato. Ieri il procuratore capo, dottor Giuseppe Creazzo, aveva detto che se l’indagato non si fosse presentato spontaneamente sarebbe stato convocato. Un incontro blindato, del quale nulla trapela, con il militare che ha addirittura dribblato la stampa,  passando dalle uscite secondarie del Palazzo di Giustizia.

Le indagini vanno avanti, in attesa di riscontri sul DNA. Unica cosa certa, al momento, quella dell’alto tasso alcolemico delle due studentesse Usa che hanno denunciato di essere state stuprate e che, secondo il legale, inficierebbe la capacità decisionale in merito al rapporto che uno dei militari, il capopattuglia Marco Camuffo, sostiene essere stato consenziente. “Non mi ero accorto che fosse ubriaca”, aveva aggiunto davanti al pm, “e la credevo pià grande”. La Procura militare ha aperto un fascicolo per reati che vanno dalla mancata consegna al peculato.

Durante questa mattina il sindaco di Firenze Dario Nardella ha incontrato il console generale degli Stati Uniti Benjamin Wohlauer. “Hanno molto apprezzato la nostra intenzione di costituirci parte civile nell’eventuale giudizio a carico dei due carabinieri indagati per violenza sessuale delle due studentesse americane e hanno apprezzato anche la nostra intenzione di collaborare e vigilare sulla procedura giudiziaria ma la comunità americana è preoccupata soprattutto della celerità della giustizia, di come potrà svolgersi il processo, quindi hanno questa attesa forte sul proseguo”, ha riferito il vice sindaco Cristina Giachi: “Abbiamo rinsaldato l’intenzione non solo di occuparci del nostro quotidiano, come abbiamo sempre fatto in modo congiunto pensando alla sicurezza dei ragazzi americani a Firenze, ma in questa delicata situazione di affrontare insieme il futuro della procedura, sostenendoci e collaborando”.

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