I carabinieri erano sulle loro tracce da due mesi: tre rumeni sottoposti a fermo per ricettazione aggravata

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FIRENZE – Erano sulle loro tracce da circa due mesi, allorquando, in una strada secondaria nei pressi della cava della Frazione di Santa Brigida del Comune di Pontassieve, verosimilmente utilizzata per la fuga dai malfattori che avevano perpetrato alcuni furti in abitazione e cantieri edili della zona, era stato rinvenuto un documento d’identità di un cittadino rumeno, che in quel sito non aveva mai lavorato. Quell’indizio, seppur riferito ad un soggetto mai censito nella zona di Pontassieve, ha dato lo spunto ad un’attività d’indagine, condotta con metodi tradizionali, che – nell’arco di alcune settimane – ha consentito di focalizzare l’attenzione su un automezzo con targa rumena, risultato più volte essere transitato nel comprensorio di Pontassieve ed a bordo del quale, alla frontiera con la Slovenia, il giovane rumeno era stato controllato. Nel frattempo, alcuni rinvenimenti di autovetture rubate nella località Sieci, il cui furto era assimilabile allo stesso modus operandi, ha aggiunto un altro fondamentale tassello all’indagine, inducendo gli operanti a ritenere che la base operativa di quella che si stava configurando come una vera e propria batteria, composta da almeno 3 persone, dedita a furti in abitazione, cantieri ed annessi agricoli, fosse proprio in quella zona. Tuttavia dell’autovettura rumena segnalata non pareva esservi più traccia nel territorio ma, contemporaneamente, i furti continuavano a ripetersi con una certa frequenza, generando allarme e preoccupazione negli abitanti delle frazioni più isolate di Pontassieve.

Ieri, in mattinata, un inaspettato colpo di scena: in via Toscanini, sempre alle Sieci, veniva rinvenuta una Ford Fiesta il cui furto era stato perpetrato la notte precedente a Fiesole. La “freschezza” del furto del veicolo ed il suo posizionamento in un’area di parcheggio condominiale hanno indotto gli investigatori a ritenere che la stessa fosse stata lasciata lì per essere riutilizzata nel giro di poco tempo: veniva così predisposto un servizio di osservazione con personale in abiti civili, rivelatosi in questa circostanza estremamente fruttuoso. Infatti, intorno alle 14.00, i militari notavano sopraggiungere un’Audi A4 con targa rumena (che non era tuttavia il mezzo precedentemente attenzionato), con due soggetti a bordo, che, dopo aver effettuato un paio di giri dell’isolato, forse per accertarsi che fosse tutto tranquillo e non ci fossero nei paraggi mezzi delle Forze dell’Ordine, si fermava immediatamente a ridosso della Ford: in quel frangente il passeggero, sceso dall’Audi, si accingeva a mettersi al volante della Fiesta ed è stato allora che i Carabinieri si sono immediatamente avvicinati, inibendo ogni via di fuga e bloccando entrambi gli uomini. Gli operanti non si sono sorpresi più di tanto nello scoprire che l’autista dell’Audi era proprio il rumeno già a loro noto da dicembre, A.D., 27enne, con precedenti per reati contro il patrimonio perpetrati nella provincia bolognese, mentre l’altro uomo, I.P., anch’egli 27enne, non annovera alcun precedente.

L’immediata perquisizione eseguita sui 2 soggetti e sull’autovettura dagli stessi utilizzata dava frutti interessanti: nel bagagliaio erano occultati, in sacchi di plastica, alcuni utensili da lavoro e da cantiere praticamente nuovi, dei quali essi non sapevano giustificare il possesso, ma anche altri arnesi più consumati, tra cui pinze, cesoie e cacciaviti, in pratica “gli attrezzi  del mestiere”. In più, indosso ad A.D. veniva rinvenuta la chiave di un appartamento: al riguardo, la versione fornita dai due sul luogo ove dimorassero non risultava per nulla credibile, infondendo nei militari operanti la convinzione che quella rinvenuta potesse essere la chiave del loro “covo”. Una rapida occhiata alle ultime chiamate e messaggi scambiati sui loro telefoni, uno dei quali diretto ad un connazionale abitante nei pressi di via Toscanini, induceva i Carabinieri a recarsi presso quell’indirizzo: qui la prima sorpresa, poiché la chiave trovata apriva la porta dell’abitazione al pian terreno, all’interno della quale veniva trovato M.C., 37enne, anch’egli rumeno, che affermava di conoscere ed ospitare da alcuni giorni a casa propria i 2 connazionali. Veniva pertanto eseguita una perquisizione del bilocale, all’esito della quale venivano rinvenuti numerosi utensili da lavoro, di valore stimato in circa 10.000 €, un computer portatile e la chiave di un’autovettura Toyota, tutti verosimilmente di provenienza illecita. Circa gli utensili si risaliva subito al legittimo proprietario, una ditta edile proprio delle Sieci, che aveva subito un furto la notte precedente; il computer portatile risultava invece asportato da un ufficio di Fiesole, prossimo al luogo dal quale era sparita anche la Ford Fiesta citata in precedenza mentre la chiave della Toyota riconduceva al furto di tale autoveicolo verificatosi due notti orsono nella frazione Molin del Piano di Pontassieve. Sulla scorta delle risultanze acquisite, i 3 rumeni venivano perciò sottoposti a fermo di p.g. quali indiziati del delitto di “ricettazione aggravata in concorso” e quindi associati alla Casa Circondariale di Sollicciano.

Intanto, proseguono sia la ricerca dei proprietari della restante refurtiva che gli accertamenti volti ad acclarare le responsabilità dei fermati per una serie di omologhi fatti-reato verificatisi nel comprensorio di Pontassieve tra la metà di novembre 2017 ed i primi giorni di quest’anno. Al riguardo gli inquirenti sono convinti di aver finalmente sgominato una batteria molto attiva in tutta la provincia di Firenze, come dimostra anche la provenienza di parte della refurtiva rinvenuta.

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