Istituire il Garante comunale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale per rafforzare la tutela dei diritti dei detenuti e affrontare le criticità del carcere di Massa. È la richiesta avanzata dall’assessora della Regione Toscana alle politiche regionali per le questioni carcerarie, Alessandra Nardini, che ha inviato una lettera al sindaco di Massa Francesco Persiani dopo la visita effettuata alcune settimane fa nella casa di reclusione insieme alla presidente e a una volontaria dell’associazione Altro Diritto Pisa.
Alla base della richiesta c’è la situazione di forte sovraffollamento che interessa l’istituto penitenziario massese. Secondo i dati del Ministero della Giustizia aggiornati al 30 giugno, a fronte di una capienza regolamentare di 177 posti, i detenuti presenti sono attualmente 303. Numeri che fanno del carcere di Massa il quinto istituto penitenziario della Toscana per popolazione detenuta, dopo Sollicciano, Prato, Porto Azzurro e San Gimignano.
Nella lettera, Nardini evidenzia come il sovraffollamento abbia raggiunto livelli particolarmente critici, tanto da rendere necessaria la riconversione di alcune camere detentive in celle triple. Una situazione che, secondo l’assessora, non garantisce più il limite minimo di tre metri quadrati per persona previsto dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, al di sotto del quale si configura una forte presunzione di violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che vieta torture e trattamenti inumani o degradanti.
Per questo motivo la rappresentante della Giunta regionale ritiene fondamentale che anche il Comune di Massa si doti della figura del Garante comunale dei detenuti, già prevista dall’ordinamento italiano dal 2003 e ormai presente in numerosi enti locali.
“Da anni Regioni ed enti locali nominano Garanti dei detenuti – scrive Nardini – in ragione delle rilevanti competenze anagrafiche e sociali che questi enti hanno sul territorio e del ruolo che possono svolgere rispetto alle condizioni di vita delle persone recluse.”
L’assessora richiama inoltre il protocollo d’intesa sottoscritto tra il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e l’Anci, che ha portato alla definizione di linee guida per uniformare i criteri di nomina e le modalità operative dei Garanti comunali. Un documento che, oltre a invitare le amministrazioni a istituire questa figura, offre indicazioni pratiche per garantire standard omogenei di tutela dei diritti su tutto il territorio nazionale.
Nella parte conclusiva della lettera, Nardini auspica una collaborazione istituzionale tra Regione Toscana e Comune di Massa.
“Se l’amministrazione comunale deciderà di istituire questa figura, come sentitamente auspico – conclude l’assessora – potremo collaborare efficacemente e nell’esclusivo interesse delle persone detenute, delle comunità penitenziarie e dei territori di riferimento, in un’ottica di piena sinergia istituzionale tra Regione e Comune.”



