Ancora un tentativo di introdurre droga e telefoni cellulari nel carcere della Dogaia di Prato. Nella serata di ieri la Polizia penitenziaria ha intercettato un plico lanciato dall’esterno del muro di cinta, nei pressi dell’area passeggi della sezione di media sicurezza. All’interno sono stati trovati 92 grammi di hashish e un mini smartphone privo di scheda Sim.
A renderlo noto è la Procura della Repubblica di Prato, che sottolinea come l’episodio confermi una modalità ormai ricorrente di introduzione di materiale illecito all’interno dell’istituto penitenziario.
Il sequestro si aggiunge ad altri due episodi avvenuti nelle scorse settimane. Il 18 luglio un drone aveva sorvolato il carcere trasportando un pacco contenente cinque telefoni cellulari, depositato all’interno del penitenziario attraverso una lenza lunga circa venti metri. Il 25 luglio, invece, erano stati sequestrati uno smartphone, un mini smartphone senza Sim e due panetti di hashish per un peso complessivo di circa 190 grammi.
Secondo la Procura, il nuovo ritrovamento dimostra da un lato l’efficacia delle attività investigative e dei controlli messi in campo dalla Polizia penitenziaria, ma dall’altro evidenzia la gravità della situazione all’interno della struttura.
I dati diffusi dagli inquirenti fotografano un fenomeno in costante crescita. Dallo scorso aprile fino a oggi sono stati sequestrati complessivamente 27 telefoni cellulari, circa 1.600 grammi di hashish e 69 grammi di cocaina.
La Procura rinnova quindi la richiesta di un rafforzamento delle misure di sicurezza del carcere di Prato. Tra gli interventi ritenuti prioritari figurano la schermatura dell’istituto per impedire le comunicazioni telefoniche con l’esterno, l’installazione di disturbatori di frequenza, un sistema di intercettazione dei droni, il potenziamento dei controlli e l’installazione di ulteriori telecamere per garantire una copertura completa del perimetro del carcere.
Gli investigatori evidenziano inoltre come la collaborazione di alcuni detenuti continui a rivelarsi preziosa per il buon esito delle indagini, auspicando che possa ulteriormente rafforzarsi.
Nel comunicato la Procura esprime infine un riconoscimento al lavoro della Polizia penitenziaria, impegnata nelle attività investigative nonostante la cronica carenza di personale e il crescente sovraffollamento dell’istituto. Attualmente il carcere di Prato ospita 638 detenuti e, secondo quanto riferito dagli inquirenti, in diverse celle della settima sezione sono presenti quattro persone, aggravando ulteriormente le criticità della struttura.
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