Il gruppo Foucault, di cui fa parte Sinistra Progetto Comune, ha effettuato una visita al carcere Gozzini di Firenze. E la situazione è ben diversa rispetto a Sollicciano.
Come dichiarato dai componenti di Foucault, “al momento del nostro ingresso” nel carcere Gozzini “le persone presenti erano 108, a fronte di una capienza ordinaria intorno ai 74 posti (un affollamento del 146%). Di queste, 33 sono in regime di semilibertà e altre 16 escono quotidianamente con l’autorizzazione al lavoro esterno: quasi la metà dell’istituto, dunque, ha già un piede fuori dalle mura”.
Se Sollicciano viene visto come un inferno, nell’ultimo anno al Gozzini si è verificato un solo episodio di autolesionismo e nessun tentativo di suicidio. Sono numeri molto distanti da quelli di Sollicciano (nello stesso 2025: 5 suicidi, 133 tentativi e 1.303 atti di autolesionismo).
Vista la differenza di numeri, il gruppo Foucault chiama quindi in causa il Comune: “Il modello del Gozzini vive di ciò che accade fuori: la semilibertà e il lavoro esterno funzionano solo se in città ci sono lavoro, casa, servizi e presa in carico. Sono competenze comunali. Palazzo Vecchio non gestisce l’istituto, ma governa la sanità territoriale, il reinserimento, l’accoglienza, il sostegno alla genitorialità. Molto potrebbe essere fatto anche per rafforzare i percorsi di formazione lavorativa in vista della fine della detenzione”.



