L’Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga) e l’Osservatorio nazionale Aiga esprimono “profonda preoccupazione” e “indignazione” per la direttiva emanata dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana che autorizza, come misura definita “estrema e provvisoria”, l’utilizzo di brande o materassi a terra per accogliere nuovi detenuti nelle carceri della regione.
Secondo i giovani avvocati, il provvedimento rappresenta il segnale di una situazione ormai fuori controllo e conferma le gravi criticità legate al sovraffollamento degli istituti penitenziari toscani.
In una nota, Aiga sottolinea come una simile soluzione non possa essere considerata una risposta accettabile all’emergenza. “Una simile indicazione rappresenta la dimostrazione di una situazione ormai fuori controllo e rende ancora una volta evidente l’incapacità del sistema di garantire condizioni detentive conformi ai principi costituzionali”, afferma l’associazione.
I rappresentanti dei giovani avvocati evidenziano inoltre che l’emergenza non può giustificare un arretramento nella tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute.
“Ribadiamo che l’emergenza non può legittimare situazioni che vanno ben oltre la lesione dei più basilari diritti di un individuo né può giustificare il progressivo arretramento della tutela della dignità della persona in una società che voglia ancora definirsi civile”, si legge nella nota.
Per Aiga, la sistemazione dei detenuti su materassi appoggiati al pavimento, in celle già gravemente sovraffollate, comporta un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita all’interno delle strutture penitenziarie, ritenute incompatibili con il rispetto della dignità umana e con quanto previsto dall’articolo 27 della Costituzione, che stabilisce come le pene debbano tendere alla rieducazione del condannato e non possano consistere in trattamenti contrari al senso di umanità.
L’associazione interpreta la direttiva come la conferma di una crisi strutturale del sistema carcerario che, a suo giudizio, non può essere affrontata con misure emergenziali.
“È ora di intervenire e non voltarsi dall’altra parte – conclude Aiga –. Garantire i diritti fondamentali delle persone detenute significa difendere i principi dello Stato di diritto”.
La presa di posizione riporta al centro del dibattito il tema del sovraffollamento delle carceri italiane e delle condizioni di detenzione, una questione che da tempo coinvolge anche gli istituti penitenziari della Toscana e che continua a sollevare richieste di interventi strutturali da parte di associazioni, operatori del diritto e organismi di tutela dei diritti umani.
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