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Carnevale Estivo: si può perdere, l’importante è non perdere la lezione

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VIAREGGIO (di Alberto Pardini) – Tirare conclusioni affrettate o a caldo non è mai produttivo, né tantomeno corretto, ma dopo due delle tre serate in programma del Carnevale Estivo si può già buttare giù un bilancio sommario dell’edizione 2015, che purtroppo non è positivo. Ma proviamo ad analizzare sommariamente le ragioni di questo passo falso, al netto delle posizioni estreme in un senso o nell’altro, ideali per le schermaglie da social ma inutili alla città.

“Carri vecchi”, un falso problema. Le idee di base del carnevale estivo sono tre: promozione turistica, creare un evento importante nella sempre più deserta estate viareggina e utilizzare al massimo strutture già pagate e realizzate, e quindi patrimonio della Fondazione, massimizzandone la resa prima della loro distruzione. In un’ottica meramente economica tutto questo è più che giustificato e giustificabile anche al di là delle questioni strettamente di bilancio, eppure la polemica sui carri “già visti” impazza, ma non tiene conto di un particolare: il turista alla sua “prima” volta rimane impressionato comunque, e il viareggino carnevalaro semplicemente fa carnevale, indipendentemente dai carri, chi si lamenta probabilmente, “è di palato fino”.

Date, una scelta rischiosa. Il commissario Pozzoli era stato chiaro: la scelta del week end di Ferragosto era stata fatta poiché garantiva un maggior bacino di pubblico possibile sul territorio, in quanto apice della stagione, e lo scopo  primario era quello di fare cassa. Le premesse erano più che comprensibili e condivisibili, ma i fatti dimostrano che qualcosa non ha funzionato. Eppure le categorie, albergatori in primis, avevano messo sull’attenti Pozzoli invitandolo a scegliere date diverse per due motivi: per far diventare il Carnevale un richiamo e non solo un evento, perché la settimana di Ferragosto è già piena di appuntamenti (per lo più privati) e questo avrebbe inciso molto. Col senno di poi un maggior confronto tra Pozzoli e le categorie avrebbe potuto portare a date più funzionali per tutti, invece c’è stata chiusura ambo le parti e molti esercenti – con il consueto spirito masochistico che contraddistingue parte della città – hanno scelto di “boicottare” la manifestazione. Probabilmente creare due appuntamenti, uno a luglio e uno ad agosto, e una festa in cittadella per Ferragosto, avrebbe potuto funzionare meglio.

La guerra degli ingressi: gratis o a pagamento? Questo inverno, quando la Fondazione lanciò le nuove modalità di ingresso a fasce d’età e residenza si alzò un polverone al grido di “discriminazione”, ma soprattutto “ovunque nel mondo si usa l’altezza”, che se vogliamo è più discriminatoria dell’età. Il Carnevale estivo ha accolto il suggerimento, e la polemica si è subito innestata in senso contrario: “discriminare per altezza, che vergogna”. La sostanza è una: il tempo delle vacche grasse è finito, chi vuol partecipare all’evento deve pagare, cosa che accade in ogni dove, dal cinema al concerto. Probabilmente il prezzo del singolo ingresso era elevato, ma d’altro canto è vero che erano a disposizione i cumulativi (che portavano il costo a 7 euro a corso, quanto una bevuta fuori la sera, nda), risulta invece più difficilmente giustificabile il far pagare chi lo spettacolo “lo fa”, ovvero le maschere, che di fatto sono parte essenziale del prodotto e che forse potrebbero essere trattate con maggior riguardo, magari a fronte di regole precise. Chi chiede un Carnevale Estivo gratuito magari prima potrebbe suggerire come coprirne le spese, il resto, come si suol dire, è “aria fritta”.

Circuito ridotto. Una critica che ha trovato molta trasversalità è quella del circuito, e parliamo dell’area, non delle polemiche sterili su “prigioni” e “gabbie” (a Montecarlo non si lamenta nessuno per il GP né per i rumori delle monoposto, nda). Il mini-circuito è stato sicuramente poco funzionale alla sfilata sia perché contorto, sia perché amplificava la sensazione del “già visto”, aspetto naturale vista la ciclicità del giro, va però anche detto che probabilmente era l’unica soluzione per realizzare un circuito chiuso senza andare a disturbare gli esercenti della Passeggiata, poco convinti a togliere verande e gazebo (che hanno comunque costi). Probabilmente la scelta della via di mezzo non ha pagato.

Polemiche e arroccamenti. L’approccio a questo carnevale estivo non è stato certamente brioso e condiviso, tutt’altro, l’impressione è stata di una mancanza di sinergia tra i soggetti che potevano renderlo grande, ma che per colpa di tutti, hanno solo portato ad un flop (in attesa di stasera). Fondazione, Categorie, Carristi e anche un po’ la stampa, hanno cooperato solo in parte, se non in alcuni casi remato controcorrente, e questo ha portato ad una sconfitta tout court, perché chi ne esce con le ossa rotte non è Pozzoli, non la Fondazione o i carristi, ma Viareggio tutta.

Il pubblico che non c’era. Se da una parte qualcuno effettivamente paga gli effetti della crisi, dall’altra molti hanno preferito non pagare per entrare, non perché al di fuori delle possibilità economiche ma per una sorta di presa di posizione, condivisibile o meno. Sta di fatto che non sono mancati i viareggini: tra chi lavora, chi è in ferie e chi ha preferito altro, il target dei locali era già “minato” in partenza, sono mancati i turisti, ed è su questo che si impone un’attenta riflessione.

Carnevale estivo anche in futuro? Assolutamente si. Guardiamo ai fatti: le risorse scarseggiano, gli Enti finanziano solo le manifestazioni di primo piano, organizzare eventi è sempre più difficile e rischioso e molti lo evitano, inoltre Viareggio è alla deriva: economica, morale, culturale. Ecco che diventa fondamentale per rimanere a galla e sperare in un rilancio puntare su quello che già abbiamo, sul nostro patrimonio, non è il momento di “inventare” o distruggere, è il momento di proteggere. Il Carnevale è una risorsa per questa città, una delle poche identità rimaste ad una Viareggio sempre più “né carne né pesce”; certo, va ripensato, rivisto, ma è impensabile pensare ad un futuro senza la manifestazione regina, sia nella versione invernale che in quella estiva, ad oggi unico vero evento cittadino dopo che siamo riusciti a perdere, per colpa solo ed esclusivamente nostra: Festival Latino Americano, Meeting di Atletica, Summer Festival e non solo. Cooperazione, umiltà e saper guardare oltre il proprio orticello sono tre ingredienti fondamentali se si vuole rilanciare davvero la città, altrimenti “muoia Sansone e tutti i Filistei”, ma dopo che nessuno si lamenti.

3 comments

  1. Maurizio Etna 17 Agosto, 2015 at 01:28

    Ma chi l’ha scritto questo pezzo ?? il difensore d’ufficio della Fondazione . . “chi ne esce sconfitta è Viareggio ” . . ma va a fa nicchi . . qualcuno ha clamorosamente sbagliato i conti, da totale incapace ha confezionato un prodotto fallimentare, invendibile, una vera schifezza . . e ora la colpa magari è anche mia ?? e no, caro scribacchino . . chi la fa, paga il fio . . mi dissocio da tutto quanto sopra, Qualcuno troppo bavo, senza memoria storica, messo li da Firenze, ha cercato il colpo ad effetto e invece se l’è fatta nelle mutande, bene ora paghi il conto e torni a Firenze da dove è venuto, di incapaci ci bastano i nostri, anzi se vuol portarsene via qualcuno di scorta, sarei contento, grazie

  2. stefano 17 Agosto, 2015 at 06:26

    per venire a vedere il carnevale estivo devo pagare….. per vedere i carri di questo inverno…. e poi quanto….12euro a testa o matti….potevate far pagare meno chi aveva comprato il comulativo questo inverno… magari 5euro…ci sarebbero stati più viareggini…..e poi non mi parlate di costi…Che la struttura del carro è sempre la stessa da un anno all’altro…. cambia solo il mascherone nel mezzo … se continua così neanche d’inverno si viene più al carnevale….. pensateci e fate i vostri conti….

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