Carnevale: l’ industria non conosce crisi, indotto di 200 mln

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VIAREGGIO – Il nucleo motore del Carnevale di Viareggio sono, ovviamente, i carri che sfilano nel circuito ad anello del lungomare tra edifici liberty e piazze affacciate sulle spiagge.

Quest’anno i carri impegnati complessivamente sono 13. Nove sono di prima categoria: superano i venti metri di altezza e i dodici di larghezza e possono ospitare fino a 250 figuranti.
Quattro sono di seconda. A queste macchine allegoriche si aggiungono nove gruppi mascherati e numerose maschere isolate.

Un carro di prima categoria – indica ancora l’indagine della Cna, Confederazione nazionale artigiana – costa intorno ai 120mila euro. Un carro di seconda supera i 55mila euro. E circa 100mila euro è il controvalore economico di gruppi mascherati e maschere isolate.

Dietro ogni carro c’è una grande mole di impegno: per realizzare un carro occorrono sei mesi di lavoro, in genere da novembre a febbraio, per 220 ore di lavoro mensili trascorse nella Cittadella del Carnevale, il complesso architettonico creato nel 2001 al fine di permettere la lavorazione dei carri in un ambiente adatto e sicuro. Nelle imprese artigiane impegnate, oltre al titolare lavorano mediamente tre dipendenti specializzati. Ogni carro dispone, inoltre, di un ingegnere di riferimento per calcolo strutturale, collaudo e certificato di sicurezza.

I carri, autentiche opere d’arte, non vanno in pensione: una volta concluso il ciclo carnascialesco i pezzi più significativi emigrano oltre Atlantico ad arricchire il Museo di Detroit o il Carnevale di New Orleans. Una proiezione internazionale che non rappresenta una novità per i maestri viareggini, da lungo tempo impegnati all’estero, in Europa come nelle Americhe e in Asia, grazie all’audience e all’apprezzamento planetari dell’evento.

Il Carnevale di Viareggio arreca grandi benefici anche all’intera industria turistica della cittadina e dei suoi immediati dintorni. Quest’anno si prevede una crescita delle presenze nelle giornate delle sfilate pari al 10% e un incremento dei pernottamenti tra il cinque e il sei per cento.

A Carnevale ogni scherzo vale. Il Carnevale però non sempre è uno scherzo. Di sicuro non lo è il Carnevale di Viareggio, fabbrica italiana delle emozioni e del divertimento ma anche business da 26 milioni di euro. Ma tutta l’industria del Carnevale è un comparto che non conosce crisi e muove a livello nazionale un indotto da oltre 200 milioni. A fare la parte del leone è, naturalmente, Venezia con 55 milioni, al secondo posto si piazza Viareggio, segue Ivrea con 2,5 milioni e via via tutti gli altri.

A scattare una fotografia su una festa che affonda le sue radici nella notte dei tempi, vivissima ancora oggi anche grazie alla maestria di tanti artigiani nel costruire sogni di stoffa e cartapesta, è una ricerca del Centro studi della CNA condotta tra le imprese artigiane dell’Associazione maestri costruttori.

L’indagine punta i riflettori soprattutto sulla grande manifestazione viareggina, nata nel 1873 e fermata solo dalle due guerre mondiali. Per l’anno in corso (le sfilate sono cominciate il 12 febbraio e termineranno il 5 marzo) il giro d’affari complessivo dell’evento clou della cittadina balneare toscana è stimato in crescita almeno del 10% rispetto al 2016, con l’indotto tocca i 26 milioni. In aumento anche il numero di biglietti, stimato intorno al +15% rispetto all’anno scorso pari a un valore vicino ai due milioni. Solo nelle prime due sfilate sono stati venduti circa 27mila biglietti (2.500 in più dell’edizione 2017) per un incasso di 665mila euro, di gran lunga il più elevato degli ultimi anni.

(FONTE ANSA )

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