Mentre in tutta Italia i canoni per gli universitari fuori sede schizzano alle stelle con una media del +41%, Pisa si conferma una delle città più accessibili tra i grandi poli accademici. Nonostante la crescita contenuta rispetto a colossi come Milano o Firenze, la variazione si fa sentire sui portafogli degli studenti dell’Ateneo pisano.
Pisa si conferma quindi ancora una volta una meta universitaria competitiva. L’aumento del 16% registrato infatti dai prezzi degli affitti nella città della Torre è significativamente inferiore rispetto al boom di Firenze (+46%) o Milano (+37%), un dato che contribuisce a rendere la vita fuori sede meno proibitiva.
Certo, rispetto al 2020 il budget necessario per l’affitto di una stanza singola a Pisa deve essere ricalcolato, ma la città non entra nella “top five” dei canoni più onerosi d’Italia, e questo indubbiamente rappresenta un bel vantaggio per il portafoglio delle famiglie.
Un crescita di appena il 16% dimostra poi come il mercato immobiliare pisano goda di una maggiore stabilità rispetto ad altre città d’arte o poli industriali, mantenendo l’attrattività dell’Ateneo legata anche alla sostenibilità dei costi abitativi.
A livello nazionale, i canoni per le stanze singole sono cresciuti del 41% dal 2020, superando di dieci punti l’aumento registrato per i monolocali.
Milano si conferma la città dei record: con una media di 729 euro al mese, il capoluogo lombardo è la città più cara d’Italia. Anche Firenze non scherza: nonostante il capoluogo toscano si trovi a pochi chilometri da Pisa, qui una stanza singola costa mediamente 625 euro, con un rincaro del 46%.
A guidare però la classifica dei rincari è il Sud, con Bari e Palermo in testa grazie ad affitti più cari rispettivamente del 59% e 55%.




