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Caro energia Toscana 2026: stime Confcommercio e rincari gas/luce

L’instabilità geopolitica in Medio Oriente torna a scuotere l’economia reale della Toscana. Le recenti tensioni internazionali e il conflitto in Iran stanno già producendo uno shock energetico che rischia di pesare sulle imprese toscane per oltre 670 milioni di euro nel corso del 2026. A lanciare il grido d’allarme è Stefano Maestri Accesi, presidente di Confcommercio Pisa, citando le ultime stime della Cgia di Mestre.
Lo scenario delineato è critico: il rialzo dei prezzi energetici per il 2026 è stimato in un +13,6% rispetto all’anno precedente. A livello nazionale, il salasso per le imprese sfiorerà i 10 miliardi di euro, suddivisi tra l’impennata dell’elettricità (+7,2 miliardi) e quella del gas (+2,6 miliardi).
“Siamo angosciati per il dramma umano del conflitto,” dichiara Maestri Accesi, “ma non possiamo ignorare l’impatto devastante sul nostro tessuto economico. Commercio, servizi e turismo, già provati dalla crisi del 2022, si trovano oggi di fronte a nubi nerissime”. Particolarmente colpiti risultano i settori a energivori come la ristorazione, le strutture ricettive e la produzione alimentare, con panifici e pastifici in prima linea.
Il confronto con il periodo pre-pandemia è impietoso. Secondo i dati Confcommercio, tra il 2019 e il 2025 i costi di energia e gas sono aumentati rispettivamente del 30% e del 70%.
Il direttore generale di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli, sottolinea la fragilità del sistema: “Nel 2022 le aziende hanno assorbito i rincari con enormi sacrifici, ma oggi i margini sono ridotti all’osso. La capacità di sostenere nuovi shock va esaurendosi. Non c’era assolutamente bisogno di una nuova guerra che minacciasse la tenuta del nostro lavoro”.


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