Carrara, verso un taglio drastico delle Partecipate

CARRARA – (di Daniela Marzano ) – Il problema delle partecipate nei bilanci delle amministrazioni centrali e locali, fenomeno dai contorni poco definiti ma in passaro in crescita esponenziale, è un tema attualmente molto discusso.
Dagli anni ’90 in cui sono nate per sgravare gli enti locali di gran parte di costi per i servizi alla collettività nell’ottica anche di una maggiore efficienza, hanno iniziato talvolta a rappresentare però più che un valore aggiunto, un metodo facile per dispensare cariche importanti nei consigli di amministrazione e posti di lavoro spesso superflui.
Uno studio della Corte dei Conti nel giugno 2014 ha espresso le proprie perplessità sull’attività delle partecipate: in Italia si stima ce ne siano circa 7.500: 50 risultano partecipate dallo Stato, 5.258 partecipate dagli enti locali e 2.214 l’insieme di Consorzi, Fondazioni etc., per un movimento finanziario indotto dallo Stato a loro favore per € 25,93 miliardi nel 2013 con un “peso” delle società strumentali sul bilancio dei Ministeri di € 574,91 milioni sempre nel 2013 (fonte: Rapporto della Corte dei Conti sull’esercizio 2013 del 26 giugno 2014).
Appare evidente che questo tema richiederebbe un grande sforzo di trasparenza da parte delle amministrazioni che sembrano avere invece l’interesse a orientarsi nella direzione opposta.
La legge 190/2014 ha previsto un piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate che, se attuato, dovrà dare entro il 31 dicembre 2015 i primi significativi effetti concreti.
Prmesso questo, guardiamo ciò che sta accadendo a Carrara, dove il Comune ha riproposto il tema proprio in questi giorni, in sede di discussione del bilancio in Consiglio Comunale.
Sono 17 le aziende in cui il Comune partecipa in varia misura: si parla di Progetto Carrara, Amia o Apuafarma che coinvolgono l’Amministrazione per oltre il 97%, oppure di Gaia per la quale partecipa per un 20,22%.
La questione spinosa è la cattiva gestione delle medesime, alcune delle quali registrano delle perdite di bilancio di grandi dimensioni: Apuafarma (farmacie, assistenza socio-educativa, servizi cimiteriali) registra a fine 2014 una perdita di -1.484,359 euro; la Progetto Carrara (nata per contribuire al rilancio ambientale e culturale della città ma si è occupata in primis della realizzazione della Strada dei Marmi) ha registrato una perdita di -2.135.720 euro e la Carrara Fiere e IMM registrano una perdita di rispettivi – 942.282 euro e -1.495.820 euro.(fonte Comune di Carrara – Portale Trasparenza).
Già ad agosto 2014 il Consigliere di Carrara Giuseppe Bergitto di Articolo Primo – Gruppo Misto, aveva lanciato la proposta di sostituire tutte le varie partecipate, almeno quelle con partecipazione quasi totale del Comune, con un’unica azienda multiservizi e a distanza di un anno questa soluzione sembra avere una speranza di essere finalmente considerata.
Intanto la Giunta Comunale di Carrara ha approvato lo scorso 31 marzo il Piano di Razionalizzazione delle Partecipate che dovrebbe ridurre per il momento tutto il pacchetto a solo 5 partecipate.
Rimane da sperare che l’opera di ridimensionamento possa prevedere anche la possibilità di cambiare la composizione degli organi amministrativi e direttivi che le gestiscono, magari puntando più sulla competenza che sulla diffusa pratica del credito politico.

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