Un nuovo capitolo della Casa dei Pesci prende vita sotto la superficie del mare. Sono state posate nei fondali, non lontano dall’Isola Rossa, le nuove sculture del progetto che intreccia arte contemporanea, tutela ambientale e valorizzazione del paesaggio marino, dando vita a uno scenario di grande suggestione che amplia il museo sottomarino dell’Argentario.
Il progetto nasce dall’esperienza della Casa dei Pesci di Talamone, realtà attiva dal 2012 nella salvaguardia del mare della Maremma dalla pesca illegale a strascico, ispirata dal lavoro del pescatore e attivista Paolo Fanciulli e coordinata da Luigi Scotto. Attraverso interventi che uniscono arte contemporanea, sostenibilità ambientale e ricerca scientifica, Casa dei Pesci ha trasformato negli anni il fondale in un museo sottomarino dove le opere d’arte diventano parte integrante dell’ambiente marino.
Le cinque opere, realizzate da sette artisti internazionali presso i laboratori di Studi d’Arte Carrara, sono state ricavate da grandi blocchi di marmo donati dalla Cava Michelangelo, di proprietà di Franco Barattini. A firmarle sono Corrado Levi, André Marini Leandri e Francesca Bonanni, Anna Torre, Abdulkadir Hocaoglu, Nikolas Maniatakos e Wimar Van Ommen. I lavori, dai titoli evocativi e profondamente legati all’immaginario del mare e della materia, sono stati concepiti per trasformarsi lentamente nel tempo attraverso il rapporto con il fondale e con le biocenosi marine, diventando parte del paesaggio sommerso.
Accanto alla dimensione artistica, il progetto integra interventi dedicati alla tutela dell’ecosistema marino e alla rigenerazione della Posidonia oceanica, pianta simbolo del Mediterraneo e risorsa essenziale per la biodiversità dei fondali. Le sculture, oltre al loro valore culturale, contribuiscono infatti alla protezione del mare.
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