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Casa della comunità di Collesalvetti: orari, servizi e nuova sede

La nuova Casa della comunità di Collesalvetti è ufficialmente operativa e il primo bilancio è decisamente positivo. Nella giornata di apertura presso la sede di via Armando Picchi 31, oltre cento cittadini hanno usufruito dei servizi sanitari e sociali, confermando l’importanza di questo nuovo punto di riferimento per il territorio.
Il trasferimento dal vecchio distretto di via Don Bosco è avvenuto senza criticità, anche perché alll’interno della nuova struttura sono già attivi diversi servizi come: prelievi ematici, Cup e Anagrafe sanitaria. I cittadini inoltre possono già usufruire di prestazioni infermieristiche e attività dell’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC), oltre ai servizi di assistenza sociale.
E’ importante ricordare però che per il momento le attività del Consultorio resteranno attive presso il Centro socio-sanitario di via Don Bosco.
Il passaggio definitivo dei numerosi servizi presso la nuova sede avverrà infatti in modo graduale, così da permettere agli utenti di abituarsi alla nuova struttura. Per tale ragione fino al 3 aprile i servizi manterranno gli orari della vecchia sede; in occasione di Pasqua e Pasquetta entrambe le sedi saranno chiuse, anche se verrà garantita la Continuità Assistenziale in via Don Bosco. Solo a partire dal 7 aprile la nuova Casa della Comunità di Collesalvetti sarà pienamente operativa.
Una volta superate le festività pasquali infatti il presidio diventerà un vero cuore pulsante per la salute dei cittadini, grazie alle aperture estese (dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20), alla continuità assistenziale (Guardia Medica) attiva nella nuova sede nei prefestivi, festivi e sabati (contattabile al numero europeo 116117), e ad al Punto Unico di Accesso (PUA) aperto dalle 10 alle 20 per accoglienza e orientamento.
“La nuova Casa della Comunità rappresenta un passo concreto verso un modello di assistenza più vicino alle persone – ha sottolineato Cinzia Porrà, direttrice della Zona distretto livornese -. I riscontri positivi del personale e dei cittadini confermano la validità di questa integrazione tra servizi sanitari e sociali”.


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