Casa occupata sul viale Kennedy: “Hanno trovato un lavoro, l’abitazione passa ad un’altra famiglia”

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TORRE DEL LAGO – “Dalle graduatorie comunali arenate, alle graduatorie auto organizzate che producono mobilità abitativa. E’ questo il grande passo avvenuto nel movimento di lotta per la casa viareggino. Unione Inquilini e Brigata Sociale Anti Sfratto, sono riusciti a produrre con anni di lotte, una vera e propria gestione globale dell’emergenza abitativa, ma senza stipendi, senza fondi regionali, senza contratti di lavoro e senza cariche istituzionali. Siamo riusciti nell’arduo percorso di lotta, che inizia affrontando collettivamente il rischio di perdita della casa per le famiglie in difficoltà economica e sociale, fino a creare mobilità nelle case occupate ogni qual volta una famiglia si risollevi da tali difficoltà”. Lo hanno affermato i movimenti per la casa che questa mattina si sono ritrovati a Torre del Lago, sul viale Kennedy, nella casa che venne occupata 4 anni, era il 2013.

“Questo è quanto avvenuto qualche settimana fa in una casa occupata (di proprietà del Comune fuori dal circuito delle assegnazioni, ergo destinata al degrado e all’abbandono) a Torre del Lago, dove la famiglia che l’aveva occupata, a causa della perdita di lavoro e casa e della negligenza dell’amministrazione comunale, è riuscita a superare il periodo di difficoltà economica e sociale grazie al reperimento di un nuovo lavoro, potendo così trovare una casa in affitto sul mercato privato. Gli occupanti, non venendo ovviamente meno alla costante difficoltà di far fronte al caro affitti e al caro vita, hanno però avuto il tempo necessario di uscire dalla situazione di precarietà abitativa, consentendo adesso a chi si trova nelle medesime condizioni di usufruire di un bene primario per tutti, la casa – hanno poi spiegato: “Speranzosi che anche le nuove famiglie subentrate possano in questo tempo di crisi, ritrovare il lavoro e una propria condizione di autonomia sociale ed abitativa, manteniamo i nostri mezzi attivi e disponibili verso che ne ha bisogno. I tempi politici e amministrativi, non corrispondono purtroppo ai tempi dettati dell’urgenza del problema abitativo, a Viareggio come in Italia. Per questo, riteniamo folle continuare a mantenere case pubbliche vuote e non assegnate, a causa di graduatorie arenate nei meandri dell’inefficienza.Il perpetuarsi di questa situazione, continuerà a produrre da parte nostra forme di resistenza e di autogoverno per far fronte all’emergenza sociale ed abitativa.  Noi, senza risorse e con la sola forza della solidarietà dal basso, passiamo dalle parole ai fatti, con risultati tangibili. Le istituzioni preposte, invece, cosa fanno?”

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