“Rispetto a quanto chiesto sul cosiddetto ‘caso Catella’ non ho mai avuto risposte chiarificatrici. Ancora le sto aspettando e vorrei averle”. A distanza di mesi dalla sua deflagrazione, Enrico Ghiselli torna a chiedere lumi al sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, sul cosiddetto ‘caso Catella’.
Il caso finì sulle cronache nazionali durante l’estate 2025 in merito ai lavori di ristrutturazione di Villa Mann, storica proprietà acquisita dall’imprenditore e immobiliarista Manfredi Catella. Il nodo centrale della vicenda riguardava la costruzione di un grande parcheggio interrato all’interno del parco della villa, approvata dagli enti competenti nonostante il parere contrario espresso prima dalla Soprintendenza nel febbraio 2020 – che sosteneva che la proposta di intervento non fosse ammessa dalle norme del Regolamento Urbanistico – e poi dalla commissione urbanistica nell’agosto dello stesso anno scavalcando di fatto, secondo le denunce degli esponenti politici locali, il voto del consiglio comunale ignorando i vincoli urbanistici e le normative tecniche allora vigenti.
Dopo il ‘niet’ del 2020, nel giugno 2021 il parere di un legale esterno all’amministrazione riesaminò il caso citando la Legge Tognoli del 1989, che consente realizzazioni in deroga per parcheggi privati nelle aree densamente popolate – cosa non proprio attinente a Forte dei Marmi – e nell’arco di un mese, il nuovo dirigente appoggia l’interpretazione e avalla la pratica senza discussione aperta.
A far da ‘detonatore’ al caso, l’inchiesta giudiziaria milanese che nella stessa estate aveva coinvolto lo stesso Catella portando il fatto – che non era legato a quello lombardo – sulle cronache nazionali.
Ghiselli chiese lumi al sindaco in una interrogazione durante il consiglio comunale del 28 luglio. Prima sottolineando “il fatto che mentre nelle varie relazioni, degli avvocati, del dirigente, della proprietà, si cita la necessità di un atto di consiglio comunale. A me non risulta, a meno di vuoti di memoria, che nel 2021 ci sia stato un consiglio comunale in cui si sia dibattuto di questa deroga” e poi chiedendo “in base a quale motivazione oggettiva, visto che la commissione urbanistica aveva espresso all’unanimità il parere negativo in base alla valutazione di ‘non sussistenza dell’interesse pubblico’ per concedere la deroga, il dirigente ha avallato tale procedura addirittura attraverso una procedura semplificata, su un giardino classificato storico dal regolamento urbanistico?”
Ne era poi nato un botta e risposta tra Murzi e Ghiselli con quest’ultimo che aveva poi chiamato il sindaco al confronto pubblico per chiarire. “La cosa interessantissima sta nella risposta che il sindaco ha dato alla mia interrogazione – ricorda Ghiselli – in cui ha ammesso di non aver applicato quanto la legge prevedeva riguardo alla ‘deroga’ allo strumento urbanistico allora vigente, che prevedeva il passaggio in consiglio comunale, ‘perché c’erano consiglieri di maggioranza che non la avrebbero approvata’. La pratica non è passata dal consiglio comunale ma il nuovo dirigente ha autorizzato l’intervento, pur avendo scritto, nella nota a sua firma datata 14 luglio 2021, che la pratica, per ottenere la ‘deroga’ doveva passare dal consiglio comunale. Vogliamo la verità su questi fatti, sicuramente non cristallini”.
Scopri di più da TGRegione.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



