Caso Don Euro, il Procuratore Aldo Giubilaro: “Ho informato doverosamente l’opinione pubblica”

MASSA CARRARA – Con riferimento alle recenti dichiarazioni del Vescovo di Massa, monsignor Giovanni Santucci, riguardanti il noto procedimento nei confronti suoi e di don Euro, al secolo Luca Morini, il Procuratore della Repubblica dottor Aldo Giubilaro esprime il suo stupore. Avrebbe “parlato troppo”, sostiene l’alto prelato, ma Giubularo non ci sta e precisa: “Si è trattato in ogni occasione di informare doverosamente l’opinione pubblica su una vicenda giudiziaria, di rilevante interesse pubblico e per sua natura portata ad essere enfatizzata, e di informarla sulla base di quanto effettivamente emerso dalle indagini, di evidenziare, quanto allo stesso monsignor Santucci, la marginalità del suo ruolo, delimitando la sua implicazione nell’indagine entro gli ambiti circoscritti e del tutto secondari rispetto al coindagato Morini, e così evitando facili e suggestive commistioni con quanto addebitato a quest’ultimo”.

Il Procuratore Capo prende atto delle proteste di inncenza del Vescovo Santucci, ma, afferma, “con tutto ciò non posso fare a meno dal rilevare che pure avendone avuto per legge la facoltà, lo stesso ha liberamente ritenuto di non rendere dichiarazione alcuna al mio ufficio sui fatti contestatigli. In ogni caso, esaminati i risultati delle indagini anche con l’intervento del suo difensore di fiducia, il giudice dell’udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio per il Vescovo, in ordine a tutte e due le imputazioni che gli vengono mosse, a dimostrazione del corretto accertamento dei fatti e della fondatezza delle conseguenti scelte di diritto sostanziale e processuuale fatte dall’ufficio”.

Giubilaro ricorda infine che “posto che l’obbligo in uno Stato di diritto di procedere nei confronti di chiunque e di procedere a prescindere dalla qualifica personale, o dalla pur encomiabile attività normalmente svolta, rappresentanti del clero anche ai piu’ alti livelli compresi, il mio ufficio non poteva, e non puo’ esimersi, dallo svolgere accertamenti e adottare le determinazioni del caso, anche nei confronti di monsignor Santucci, ben al di la’ della bizzarra opionione di essere stato tirato dentro per dare evidenza al caso”.

L’obbligo di segretezza delle indagini, conclude il Procuratore Aldo Giubilaro, sancito dall’articolo 329 del codice di procedura penale, non permetteva che il Vescovo  venisse informato della loro esistenza, come invece si impropriamente lamentato, e che lo stesso è stato posto a conoscenza non appena consentito dalle disposizioni di legge. Le valutazioni espresse su Santucci sono strettamente circoscritte all’ambito giudiziario penale che lo riguarda, ambito al quale è del tutto estraneo al ruolo pastorale, ricoperto nei confronti dei sacerdoti della sua dioces cosi come la scelta di procurare a Morini una dimora per una vita dignitosa ben due anni prima del sequestro per iniziativa della Procura del suo patrimonio”.