Caso Gargini, lettera aperta di Peppino De Stefano ai familiari delle vittime della strage ferroviaria

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VIAREGGIO – Caso Gargini, è Peppino De Stefano a scrivere ai familiari delle vittime della strage di Viareggio dopo la frase incriminata detta in Assise.

“Lettera aperta all’Associazione il Mondo che Vorrei e per essa ai parenti delle 32 vittime della strage ed al duo Rombi-Piacentini del consigliere comunale Giuseppe De Stefano a motivo di quanto pronunciato in Consiglio Comunale dal consigliere Franco Gargini, capo gruppo della lista di Viareggio Democratica, dalla quale lista da tempo egli De Stefano ha preso le distanze pur essendo noto che a suo tempo egli ci mise la faccia, cosa che fu determinante perché la lista facesse positivo risultato e lui fu premiato dal consenso dei cittadini elettori che gli diedero mandato di rappresentarli in coscienza in Consiglio Comunale.

Al cittadino presente nell’Aula ove si sarebbe deciso un futuro presunto danno alla sua abitazione non andava data l’ assicurazione che il Gargini ha scelto, parole che egli consigliere De Stefano non ha ascoltato, forse perché era per recarsi al bagno, altrimenti non le avrebbe lasciate passare impunite.

Come è suo costume fare, avrebbe fatto da amico di lunga data ma non per questo meno puntuale, pungente e sagace rimbrotto.

Povero ex collega ENEL Franco Gargini!! Chi sa se mai si appurerà perché per parlar bene del suo amato Del Ghingaro, abbia detto “Le case a Viareggio le butta giù il gas, non le amministrazioni …”. Ai parenti delle vittime cui si riaprono le ferite giammai rimarginate quando gli si rammenta loro la triste vicenda dei cari estinti, va la sincera ed incondizionata solidarietà del consigliere De Stefano.

Il consigliere De Stefano ritiene che nella foga di protagonismo, di cui qualche volta anch’egli è vittima, (venerdì prossimo comparirà per la prima volta avanti ad un magistrato per le affermazioni fatte a canale 50 tempo addietro), è tollerabile lo sproloquio tra gli addetti al dibattito politico, ma è impensabile, improponibile ed imperdonabile se non per notevole inadeguatezza ed incompetenza che “l’autorevole capo gruppo della lista di Viareggio Democratica”  facci affermazioni di inusuale gravità, altro che scivolone, che ledono le altrui sensibilità, senza incorrere nelle appropriate e giuste sanzioni che la stampa attribuisce <i familiari delle vittime chiedono che il consigliere che si dimetta dalla carica pubblica>, quindi al reo Gargini non resta che l’onorevole via di dimettersi se intende circolare per Viareggio e non a Capannori a testa alta .

La proposta di rimedio deve essere un atto esemplare   e non scuse di comodo di soggetti senza titolo a farle od anche da parte del Primo Cittadino.

Gli offesi per dignitoso riguardo ai loro cari dovrebbero ritenerle invalide ed inadeguate,  anzi  invitare Del Ghingaro ad astenersi dal presentarle, lasciando il consigliere reo di decidere in coscienza come rimediare al gravissimo torto fatto.

È noto che ho 77 anni e sono veterano della scena politica che calco da 60 anni e quasi mai in ruoli defilati, ma giammai mi è passato per la mente di strumentalizzare ed arrecare offesa ed oltraggio alla memoria di vittime di tragedie dell’umana esistenza.

Sono desolato per il gesto compiuto dall’attuale “autorevole CAPO della lista di Viareggio Democratica” e mi rincresce dover affermare che al punto in cui è giunto la diatriba fossi in lui sceglierei la via maestra che chi sbagli paga e si prende i cocci ma va in giro in pace con la sua anima e coscienza”.

 

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