Caso mascherine sotto inchiesta, Marchetti (FI) in aula «Il torto giudiziario non sta a noi, quello politico è lampante Dalle consegne alla certificazione dei materiali saltata ogni procedura»

«Il torto giudiziario non spetta a noi, ma quello politico è lampante. L’emergenza non giustifica che Estar abbia fatto saltare ogni minima procedura, gestendo gli approvvigionamenti in maniera quanto meno improvvisata e confusa. Dalle consegne al materiale non certificato, qui non torna nulla. E solo la scorsa seduta eravamo a parlare dell’inchiesta sui ventilatori polmonari mai arrivati. Ogni giorno lavoro per gli inquirenti? Così non può andare»: lo afferma il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti a seguito della comunicazione con cui la giunta regionale – per bocca della vicepresidente Monica Barni – ha espresso la propria posizione sul caso delle mascherine finite sotto sequestro, e sotto inchiesta, nell’ambito di un’operazione della guardia di finanza coordinata dalla procura di Prato.
«Le situazioni non tornano, tra consegne e materiale non certificato. Si dimostra ancora una volta l’improvvisazione con cui Estar manovra le proprie azioni siano esse concorsi – enumera Marchetti – acquisizione di farmaci, e ultimamente in emergenza covid ventilatori e adesso mascherine. Le indagini ci diranno chi ha torto a livello giuridico, ma qui oggi a noi interessa la responsabilità politica. Dove è necessario fare luce, significa che c’è dell’ombra. La sostanza oggi è che le mascherine Made in Tuscany di cui il governatore Rossi e la sua giunta, ma addirittura anche il suo partito, si sono tutti fatti belli alla fine della fiera non erano la miglior soluzione che si poteva individuare. E mi limito a questo».
«Tirando le somme – conclude Marchetti – nelle ultime settimane ogni giorno c’è lavoro per gli inquirenti. Questo credo attesti una gestione improvvisata e confusa che non può essere giustificata con l’emergenza. La fase emergenziale ha concesso procedure semplificate, ma pur sempre procedure che non andavano saltate a piedi pari».

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