Caso Montedomini, Renzi all’attacco: «Nardella ha tradito la storia di Firenze». E chiede a Funaro di «fare pulizia»

Il caso Montedomini continua ad agitare la politica fiorentina e, mentre cresce l’attesa per il Consiglio di amministrazione dell’Asp previsto mercoledì 29 luglio, arriva un durissimo intervento dell’ex presidente del Consiglio ed ex sindaco di Firenze Matteo Renzi, che punta il dito contro la gestione dell’amministrazione guidata da Dario Nardella e lancia un appello alla sindaca Sara Funaro. La vicenda, nel frattempo, sta facendo emergere crepe sempre più evidenti anche all’interno della maggioranza che sostiene l’attuale sindaca, con tensioni politiche che rischiano di allargarsi nelle prossime settimane.

Dalle colonne del Corriere Fiorentino di oggi, Renzi si dice «sconvolto» da quanto emerso sulla gestione del patrimonio immobiliare di Montedomini e rivendica le scelte compiute durante il suo mandato da sindaco, tra il 2009 e il 2014.

«Appena mi sono insediato a Palazzo Vecchio ho cambiato la squadra di Montedomini – afferma Renzi – chiedendo a Marco Seracini di guidare la trasformazione e a una giovane Sara Funaro di entrare nel Consiglio di amministrazione. Il primo atto fu approvare un regolamento per garantire trasparenza ed evitare inciuci e marchette».

L’ex sindaco ricorda come quel regolamento vietasse esplicitamente gli affitti destinati allo sfruttamento economico, ritenendoli incompatibili con la storia e la missione dell’istituzione fiorentina. Un’impostazione che, secondo Renzi, sarebbe stata successivamente superata con le delibere approvate nel 2015 e nel 2018, durante l’amministrazione Nardella, che hanno aperto la possibilità di locare gli immobili anche a società con finalità lucrative.

Le parole di Renzi sono particolarmente dure. L’ex premier accusa la precedente amministrazione di aver favorito un modello che definisce incompatibile con la vocazione di Montedomini.

«Scoprire adesso che Dario Nardella e i suoi fidati uomini, mentre rendevano più complicata la vita ai fiorentini sul tema degli affitti, regalavano un business enorme a soggetti privati, mi indigna», afferma.

Da qui l’invito diretto alla sindaca Sara Funaro: «Spero che faccia pulizia e che chi ha gestito Montedomini con questo approccio sia chiamato a risponderne almeno politicamente». Renzi critica anche la successiva nomina di Luigi Paccosi alla guida di Casa Spa, sostenendo che rappresenti «un pessimo messaggio ai cittadini».

Il caso, intanto, non sta provocando tensioni soltanto tra maggioranza e opposizione. Come evidenzia il Corriere Fiorentino, la gestione della vicenda ha aperto profonde crepe anche nella coalizione che sostiene la sindaca Funaro, con malumori interni e posizioni differenti sulle modalità con cui affrontare il caso e sulle responsabilità politiche della precedente amministrazione.

Anche a Palazzo Vecchio il confronto resta acceso. Prosegue infatti il braccio di ferro sulla convocazione del presidente di Montedomini, Maurizio Frittelli, in Commissione Controllo, mentre il dibattito approderà anche in Consiglio comunale.

La vicenda è destinata ad avere riflessi anche sul piano nazionale. Il senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare, sostenendo che il Partito Democratico «ha generato quel sistema che oggi dice di voler contrastare».

Nel frattempo continuano ad emergere nuovi elementi sulla gestione degli immobili e sui rapporti tra alcuni protagonisti della vicenda, alimentando un caso politico che, da questione amministrativa, si è ormai trasformato in uno dei dossier più delicati per Palazzo Vecchio.

Con il Cda di Montedomini alle porte e un Consiglio comunale chiamato a discutere la vicenda prima della pausa estiva, il caso resta destinato a occupare il centro del dibattito politico fiorentino, mettendo sotto pressione non solo l’opposizione, ma anche gli equilibri della maggioranza guidata da Sara Funaro.

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