Caso rene: “Errore del sistema”

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FIRENZE – Andrea Quartini, consigliere regionale capogruppo M5S, commenta gli aggiornamenti sul caso dell’erronea operazione al rene effettuata presso l’Ospedale di Lucca a danni di un paziente. Presentata un’interrogazione in Consiglio Regionale.
 
“Alcuni elementi della vicenda fanno pensare ad un errore di sistema, ad esempio la difficoltà del personale medico di vedere a monitor le lastre digitalizzate. Molti medici lamentano questa difficoltà legata alle dotazioni offerte dall’Azienda Sanitaria e vogliamo vederci chiaro. Ma a Lucca solo questo non basterebbe: è mancato il rispetto delle prescrizioni ministeriali per gli interventi chirurgici. Una su tutte: ogni presente in sala operatoria, paziente incluso, dovrebbe dichiarare cosa si sta andando ad operare. Può sbagliare il chirurgo, ma prima di incidere si è fatto questo giro di domande a assistente, infermiere, anestesista e paziente?” dichiara Quartini.
 
“Spesso l’errore umano palesa e finisce poi per coprire errori di sistema organizzativo. Ricordo il richiamo della federazione dell’Ordine dei Medici sul ritorno al modello organizzativo precedente. L’intensità di cure non aiuta, con le sue tempistiche da catena di montaggio” conclude il consigliere regionale M5S.
 
E stata istituita oggi (martedì 3 maggio) con lettera a firma dei direttori generale e sanitario, la commissione voluta dall’Azienda USL Toscana nord ovest e composta da tecnici, incaricata dalla Direzione Aziendale di valutare l’esatta dinamica dei fatti che hanno portato all’asportazione di un rene non malato ad un paziente sottoposto a nefrectomia all’ospedale di Lucca. La commissione, che avrà 20 giorni di tempo per arrivare alle conclusioni, sarà formata da Massimo Martelloni (clinical risk manager e direttore Medicina Legale ambito territoriale di Lucca), Massimo Cecchi (direttore della unità operativa complessa di Urologia dell’ospedale Versilia) e Sabino Cozza (direttore area funzionale Radiologia ambito territoriale di Pisa). Intanto è confermata per domani (mercoledì 4 maggio) la riunione della commissione disciplinare dell’Azienda USL Toscana nord ovest che dovrà esprimersi sulla posizione dei due professionisti, il medico radiologo e il medico urologo, seguendo le regole dettate dal Contratto collettivo nazionale di lavoro.
 
“Asportare il rene sano, anzichè quello malato per un grave errore diagnostico al di là del tragico episodio, mette in evidenza il fallimento dell’intera procedura: dal referto sbagliato, alla mancanza di macchinari per leggere la Tac in sala operatoria, all’assenza di confronto tra radiologo e chirurgo ( procedura che necessita sicuramente di urgenti correttivi). Soprattutto quello che ci preoccupa è il fatto che a quasi un mese dall’intervento non sia ancora stata fatta chiarezza sulle cose che non hanno funzionato”. Lo denuncia in un intervento di fine seduta la senatrice Manuela Granaiola, componente della commissione Sanità, a proposito del caso di malasanità avvenuto all’ospedale di Lucca ai danni del sig. Guido Dal Porto, paziente di 56 anni, sottoposto ad intervento chirurgico il 14 Aprile. “Le responsabilità – sottolinea Granaiola – saranno naturalmente appurate nelle Sedi competenti, ma quello che spaventa sono le parole del danneggiato circa la possibilità che tanta disattenzione o poca considerazione del caso possa essere dovuta alla sua condizione di detenuto sotto i ferri della sanità pubblica”. “Quanto accaduto a Lucca – sostiene la senatrice Pd – non è purtroppo l’unico caso. Per questo chiediamo al Ministero di avviare, a tutti i livelli, una verifica dello stato di attuazione del passaggio della tutela della salute in carcere dalla giustizia alla sanità.
Non è sufficiente, a caso avvenuto, inviare ispettori ( cosa peraltro utile a mettere in atto i correttivi necessari), ma occorre monitorare su tutto il territorio nazionale il rispetto dei livelli di assistenza per i detenuti, che , come denunciato dalle associazioni che operano nelle carceri, presenta ancora molte criticità”,conclude Granaiola. “Al sig. Guido Dal Porto, paziente di 56 anni, sottoposto ad intervento chirurgico il 14 Aprile all’ospedale di Lucca, è stato asportato il rene sano, anzichè quello malato per un grave errore diagnostico. In sostanza sembra che la radiologa che ha compilato il referto abbia indicato come malato il rene destro, anzichè il sinistro – questo l’intervento della senatrice in Senato: “Al di là del tragico errore che mette in evidenza il fallinento dell’intera procedura: dal referto sbagliato, alla mancanza di macchinari per leggere la Tac in sala operatoria, all’assenza di confronto tra radiologo e chirurgo ( procedura che necessita sicuramente di urgenti correttivi), quello che ci preoccupa è il fatto che a quasi un mese dall’intervento non sia ancora stata fatta chiarezza sulle cose che non hanno funzionato. Le responsabilità saranno naturalmente appurate nelle Sedi competenti, ma quello che mi spaventa sono le parole del danneggiato circa la possibilità che tanta disattenzione o poca considerazione del caso possa essere dovuta alla sua ” condizione didetenuto sotto i ferri della sanità pubblica”Poichè ahimè quanto accaduto a Lucca non è l’unico caso e dobbiamo dare allo sfortunato paziente e a noi stessi una doverosa risposta, le chiedo Sig Presidente di sollecitare il Ministero affinchè a tutti i livelli sia fatta una verifica dello stato di attuazione del passaggio della tutela della salute in carcere dalla giustizia alla sanità. Non è sufficiente, a mio parere, a caso avvenuto, inviare ispettori ( cosa peraltro utile a mettere in atto i correttivi necessari), ma occorre monitorare su tutto il territorio nazionale il rispetto dei livelli di assistenza per i detenuti, che , come denunciato dalle associazioni che operano nelle carceri, presenta ancora molte criticità”.

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