Caso Salemi, consiglio comunale a Viareggio il 21 settembre

Dopo tanta attesa alla fine è stato reso noto quando ci sarà il consiglio comunale urgente di Viareggio chiesto dall’opposizione e nel quale sarà discusso il cosiddetto “Caso Salemi”, deflagrato a seguito della diffusione via chat in un gruppo Telegram dov’erano situati i posti di blocco della polizia da parte delll’assessore allo sport. Un fatto finito su tutte le cronache nazionali e che aveva visto la sindaca Sara Grilli respingere le dimissioni di Rodolfo Salemi, una decisione che – a parte le proteste dell’opposizione – aveva suscitato malumori sia in città che in alcuni alleati di centrodestra, autori di risposte sibilline in merito sulle cronache locali.

Il consiglio comunale ci sarà lunedì 21 settembre alle 9:30 del mattino. Ma è già diventato un caso. “Ancora una volta l’amministrazione comunale dimostra tutta la sua inadeguatezza nella gestione di una vicenda che riguarda l’intera città e che ormai è purtroppo nota a tutte le cronache nazionali” attaccano in una nota congiunta i gruppi consiliari di opposizione Marialina Marcucci sindaca, Partito Democratico e Fermi Mai.

“Era stata infatti chiesta una seduta in orario tardo-pomeridiano o serale – sottolineano dall’opposizione – per garantire la massima trasparenza e permettere a tutta la cittadinanza di partecipare e seguire il confronto, all’interno del quale sarà discussa la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni in virtù del comportamento riconosciuto dallo stesso assessore Salemi. La risposta? Un consiglio convocato alle 9:30 del mattino, in seduta segreta al momento di discutere il caso”.

Una decisione che l’opposizione condanna fermamente. “Non siamo di fronte a una vicenda privata, ma a una questione squisitamente pubblica, dato il ruolo istituzionale ricoperto – attaccano i consiglieri – la maggioranza sta tentando di sminuire un fatto politico di rilevanza mediatica nazionale, derubricandolo a fatto personale pur di non risponderne davanti ai cittadini”.

“La città ha il diritto di sapere cosa pensa la maggioranza di questa vicenda – sentenziano i 9 consiglieri in una nota congiunta – e non subire in silenzio una scelta che è, prima di tutto, politica. Ancora una volta si conferma l’inadeguatezza della sindaca nella gestione di questo caso e la paura di affrontare, alla luce del sole, lo stesso giudizio sull’adeguatezza del proprio assessore che la maggioranza sta cercando di blindare dietro le porte chiuse del Consiglio”.

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