Cassa integrazione: inarrestabile l’aumento in Toscana, in particolare sulla costa

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(di Alba Modugno) – Drammatico il bilancio di questi giorni circa il ricorso alla cassa integrazione in Toscana che né si ferma né cessa di aumentare. Questo è quanto mostra il quarto Rapporto Uil, secondo cui in generale la regione ha visto nel mese di Maggio una diminuzione dell’11,4% rispetto ad Aprile, per quanto riguarda le ore autorizzate di cassa integrazione, ma vi sono delle Province in particolare in cui l’aumento delle stesse è invece vertiginoso e pone un segno negativo a tutta la Toscana.

Niente di nuovo, se si pensa a tutti gli allarmi lanciati a tal proposito negli ultimi anni. Già nel 2009 l’aumento delle ore, assieme all’incremento di domande di disoccupazione, evidenziavano lo stato di sofferenza del sistema occupazionale; mentre a Novembre 2013 si registrava addirittura un +115% rispetto ad Ottobre e Grosseto si configurava come la provincia peggiore d’Italia in materia di ricorso alla cassa integrazione, con un +774%. Per quello stato di emergenza si era infatti espresso Vito Marchiani, l’allora segretario generale della Uil Toscana, preoccupato del fatto che una richiesta tale di ore di Cig potesse trasformarsi ben presto in vera e propria disoccupazione e convinto della necessità di una trasformazione all’interno delle politiche regionali, insufficienti.

Adesso niente sembra essere cambiato, se non in peggio per certi versi. Basti pensare alle percentuali di Maggio, le quali interessano le maggiori Province toscane: a Firenze, ad esempio, si è registrato un aumento del 24,5%, non molto preoccupante in confronto a Lucca e Pisa, per le quali si è avuto rispettivamente un incremento del 69,8% e del 90,6%.

Ma ciò che di interessante emerge dai nuovi dati, se comparati con quelli dei primi mesi del 2014, è che gli aumenti più importanti dall’anno scorso ad oggi, su scala nazionale, si sono avuti in tre province toscane, e tutte appartenenti alla fascia costiera: a Grosseto col +70%, a Pisa con +62,2%, e a Livorno con una salita del 45,1%.

A questo proposito si è espressa Francesca Cantini, attuale Segretario generale della Uil Toscana, secondo la quale queste percentuali critiche registrate proprio lungo la costa non fanno altro che evidenziare un problema strutturale, e non più un’emergenza, nel settore produttivo costiero; una difficoltà che per la stessa Cantini può cominciare a trovare soluzione solo concretizzando finalmente degli accordi già firmati e rimasti astratti, e naturalmente soddisfando l’esigenza di una riforma della burocrazia, chiesta più volte dalla Uil, in modo da “velocizzare e armonizzare” il tutto.

Non resta che augurarsi davvero un cambio di marcia, soprattutto in giorni come questi, in cui in Toscana le parole d’ordine sembrano essere chiusura e licenziamento (è tempo di crisi per Mercatone Uno, Unicoop e Dico), e l’appello alle ore di cassa integrazione rischia di impennare ulteriormente.

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