Castanicoltura: On. Mugnai (Coraggio Italia)ha presentato un’interrogazione al Ministro delle Politiche Agricole

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“Ho ritenuto opportuno vista la forte richiesta pervenutami dal settore della Castanicoltura da frutto, di depositare oggi una apposita interrogazione parlamentare al Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali, Stefano Patuanelli. Il patrimonio castanicolo italiano si dimostra ricco in consistenza e potenzialità, nonostante siano drasticamente mutati il tessuto sociale e le funzioni che il castagneto è chiamato a svolgere secondo un Documento dell’ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione nel settore Agricolo-forestale della Regione Toscana). In Italia la specie è ampiamente distribuita nell’Appennino, nelle Isole e nelle aree pedemontane delle Alpi e Prealpi su una superficie pari al 9% della superficie classificata come bosco. La maggior parte dei castagneti da frutto italiani è concentrata, sostiene Arsia, in Campania, Toscana e Piemonte, dove sono presenti il 61% dei castagneti; questa percentuale sale al 92% considerando anche Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio e Calabria”
“Le principali criticità, spiega Arsia, della castanicoltura attuale sono riconducibili alla loro: realtà socio-economica, alla tipologia degli impianti ed infine agli attacchi fitosanitari. Da un punto di vista socioeconomico, sostiene Arsia, le principali criticità sono da attribuire alla struttura della filiera. Per quanto riguarda la tipologia degli impianti, le principali limitazioni, derivano da: ridotta dimensione delle superfici investite; età elevate (generalmente superiori a 70 anni); relativamente scarsa accessibilità; gestione spesso saltuaria e, nei casi peggiori, caratterizzata da pratiche colturali inadatte o totalmente assenti. Le specie di fitofagi che colpiscono il castagno sono circa cinquanta ma tra queste specie suddette il “cinipide galligeno” ha fortemente perturbato l’ecosistema castanicolo e portato alla rinnovata manifestazione di danni significativi da vecchie malattie come il cancro corticale o danni e marciumi ai frutti .”
“Preso atto inoltre che è stato redatto in passato un apposito documento presentato dalle Associazioni dei Castanicoltori e/o Consorzi di produttori sia al Governo Conte II che all’attuale Governo Draghi con l’obiettivo di porre all’attenzione alcuni aspetti specifici della castanicoltura nazionale, ovvero il suo stato, le sue prospettive e le sue problematiche. Ho chiesto pertanto al Governo se il Ministero (MiPAAF), con la collaborazione del “Tavolo Tecnico sulla frutta in guscio” abbia individuato nel frattempo linee precise per gli Enti che gestiranno i fondi del nuovo PSR al fine di sostenere e incentivare la castanicoltura in generale e, in particolare, il recupero e il mantenimento dei castagneti storici e tradizionali; e se sono previsti Protocolli di intesa fra il Governo, le Regioni interessate maggiormente dalla castanicoltura e le associazioni di Castanicoltori – Consorzi di produttori per poter rendere sempre competitivo il settore su scala nazionale e non solo. Sono sicuro che ancora una volta che l’Esecutivo Draghi saprà ascoltare e rispondere concretamente.

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