“Un esempio da seguire, un uomo che ha dato la vita per la polizia”. Così il vicecapo vicario della polizia prefetto Carmine Belfiore, intervenuto alla cerimonia di commemorazione del sacrificio di Emanuele Petri, il sovrintendente della polizia di Stato ucciso dalle Brigate Rosse il 2 marzo 2003. Il treno dove trovò la morte Petri – ucciso nel conflitto a fuoco con i terroristi Nicola Galesi e Nadia Desdemona Lioce – si fermò nella stazione di Castiglion Fiorentino. Oggi nella località si è tenuta la cerimonia di ricordo delle autorità. “Sono tanti anni che vengo qui. Emanuele è il volto della polizia di Stato che garantisce sicurezza, che difende i nostri valori e la legalità – ha affermato il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni – dobbiamo ricordare chi non c’è più e ha fatto tanto per la sicurezza e dobbiamo valorizzare chi sta facendo molto per la nostra sicurezza”. Alla cerimonia c’era la vedova, Alma Petri: “Proseguo – ha detto – la mia attività nelle scuole, affinché il ricordo di Emanuele ed il suo esempio restino vivi”. Una corona di alloro è stata deposta nella piazza intitolata al sovrintendente ucciso.
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