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Cava Fornace: il Sindaco di Pietrasanta Giovannetti preme per la chiusura definitiva

Il sindaco di Pietrasanta, Alberto Giovannetti, incalza la Regione Toscana e i gestori: «Basta tecnicismi, serve una volontà politica chiara per restituire dignità al territorio».

Il destino dell’ex cava Viti torna prepotentemente al centro dell’agenda politica toscana. Non si tratta più solo di una dichiarazione d’intenti, ma di un’esigenza collettiva che unisce amministrazioni locali e cittadini: scrivere la parola “fine” sulla discarica di Cava Fornace. Durante l’ultimo vertice istituzionale, iniziato con un sopralluogo tecnico al sito e culminato nel palazzo comunale di Montignoso, il coro è stato unanime, ma i toni si sono fatti decisamente più urgenti.

Il primo cittadino di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti, affiancato dall’assessore all’ambiente Tatiana Gliori, ha parlato senza mezzi termini di un territorio che non può più aspettare. Al tavolo, oltre al presidente della Quarta Commissione regionale Gianni Lorenzetti e all’assessore regionale David Barontini, erano presenti i vertici di Alia (ora parte della multiutility Plures) e i rappresentanti dei comuni di Forte dei Marmi, Massa e Montignoso, insieme ai comitati civici che da anni presidiano l’area.

Il sindaco Giovannetti ha richiamato alla memoria le ferite ancora aperte della zona, paragonando la gestione di Cava Fornace al fallimento dell’inceneritore di Falascaia. L’incidente avvenuto nel 2024 è stato citato come la prova provata di un progetto non solo errato, ma intrinsecamente pericoloso. Secondo Giovannetti, la questione ha ormai superato il perimetro dei semplici passaggi burocratici: non si tratta di un mero fatto tecnico, ma di una scelta di coraggio politico necessaria per restituire dignità a un territorio troppo spesso ignorato nelle sue istanze di tutela sanitaria e ambientale.

Dall’altra parte della barricata istituzionale, l’assessore regionale David Barontini ha mostrato un’apertura al dialogo, accogliendo le istanze dei sindaci e dei cittadini. Dopo aver ascoltato le criticità esposte dal comitato, Barontini ha ribadito l’intenzione di procedere con una valutazione d’insieme, con l’obiettivo di risolvere la questione nel minor tempo possibile e recepire ogni contributo utile per chiudere una partita complessa che riguarda l’intero equilibrio della zona. La sfida, adesso, si sposta sui tavoli tecnici della Regione, dove la volontà politica invocata dai sindaci dovrà trasformarsi in cronoprogrammi certi per la dismissione definitiva del sito.


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