Cava Viti, Mallegni-Giovannetti: “Sposteremo l’azione su piano nazionale per chiusura e trovare risorse per bonifica”

PIETRASANTA – “Sposteremo l’azione per la chiusura in sicurezza e relativa bonifica di Cava Viti sul piano nazionale”: ci stanno già lavorando, in stretta sinergia, il Senatore Massimo Mallegni ed il candidato sindaco del centro destra a Pietrasanta, Alberto Giovannetti. La volontà dell’amministrazione di centro destra è sempre stata chiara: “chiusura in sicurezza e lottare come leoni per la sua bonifica” come dimostrato anche dalla mozione approvata dal consiglio comunale. “Il nostro Senatore e sindaco uscente – spiega Giovannetti – si è già interessato al caso di Cava Viti. E’ facile oggi parlare ma poi contano i fatti. E si può lavorare anche in silenzio: l’importante è ottenere risultati. Tra le prime attività del senatore Mallegni c’è stata quella di accedere alla copiosa documentazione resa alle Presidenze di Camera e Senato, due giorni prima della fine della legislatura, dalla “Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad essi correlati”, là dove inerisce le realtà del nostro territorio. Il nostro obiettivo, quando saremo al governo cittadini, è quello di fare ogni azione possibile per accelerarne la chiusura ed ottenere la bonifica del sito che rischia di restare una bomba ecologica dormiente per decenni. E’ una eredità che non possiamo lasciare ai nostri figli. I cittadini dovrebbero ringraziare l’amministrazione regionale per averci regalato, in questi anni, discariche, inceneritori e mostri ecologici”.

La Commissione evidenzia come la Toscana sia al sesto posto (dopo Campania, Sicilia, Puglia, Calabria e Lazio) nella classifica nazionale per numero di reati ambientali accertati. Un campanello di allarme che porta a dover porre celere attenzione sulla normativa vigente che essendo spesso farraginosa favorisce controlli inadeguati. È quanto meno urgente, lo sottolinea la commissione stessa, una semplificazione chiarificatrice della legislazione. La realtà Toscana, che nel panorama nazionale dei reati ambientali emerge, assieme al Lazio, immediatamente dopo le quattro regioni di origine delle mafie storiche, si rivela fragile e non può attendere oltre. In particolare destano evidente preoccupazione tutte le società pubbliche che hanno assunto la gestione integrata dei rifiuti in ATO Toscana Costa e in ATO Toscana Sud che non solo sono sottocapitalizzate, ma non hanno nemmeno le risorse economiche per far fronte a quel rinnovamento generale degli impianti di cui la Toscana ha assoluta necessità. E per quanto riguarda i controlli è emerso che mentre ATO Toscana Sud e ATO Toscana Costa non sono in grado di esercitarli sui gestori del servizio, ATO Toscana Centro ha affidato il controllo di gestione ad uno staff di appena sette dipendenti che ben difficilmente potrà essere operativo su un territorio complesso sotto il profilo impiantistico, come quello di ATO Toscana Centro. E’ evidente, conclude la Commissione, come occorrano ingenti capitali per far fronte alle criticità impiantistiche della Regione Toscana e come debbano essere superate posizioni localistiche tra Comuni che in materia di localizzazione di impianti e di determinazione della TARI vivono pesanti conflitti fra loro.

In merito alla ex cava Viti anche la commissione ha avuto modo di rilevare quello che sul territorio era già noto in primis ai comitati e cioè come le criticità siano sostanzialmente correlate alla percentuale di materiali speciali conferiti, all’arrivo in discarica di rifiuti da tutta Italia nonché alle caratterizzazioni in autocertificazione, dal mancato rispetto delle prescrizioni AIA e dalla presenza di inquinamento da triclorometano delle falde acquifere che passano sotto il corpo della discarica. Il tutto ovviamente si riconduce in parte anche alle valutazioni iniziali sugli aspetti di controllo inadeguati che una migliore legislazione potrebbe più efficacemente garantire.

Nè tranquillizza, stante il quadro descrittivo sugli ATO Toscani sopra fatto, il fatto che la società Programma Ambiente Apuane spa, che gestisce la discarica, sia società partecipata al 100% da ALIA spa, società in cui sono confluite tutte le società che facevano parte del Raggruppamento Temporaneo di Imprese che si è aggiudicato l’appalto ventennale per la gestione integrata dei rifiuti urbani di ATO Toscana Centro e già oggetto, come evidenzia la relazione della Commissione, di contestazioni circa attività illecite nel trattamento dei rifiuti. “Se infatti è indispensabile non prescindere da una corretta gestione post operativa della discarica dopo la chiusura della stessa richiesta ormai in tutte le sedi – dice qualcuno…chi? – viene difficile non rilevare preoccupazione che lo stesso possa essere garantito in modo adeguato nell’attestato quadro di criticità di risorse economiche correlato agli ATO toscani e rilevato dalla Commissione. Io ho un impegno con il territorio che mi ha eletto – conclude Mallegni – ed intendo mantenerlo. Su Cava Viti la nostra amministrazione si era espressa, con una mozione approvata dal consiglio comunale ed una serie di azioni che avevano portato, la Regione Toscana, ad assicurarne la chiusura. Intendo percorrere ogni strada parlamentare per avere la certezza che il sito sarà chiuso e che ci saranno le risorse per la bonifica che non sarà una passeggiata”.