Centro diurno Forte dei Marmi, Nardini: “Più posti ai residenti”

La realizzazione del centro diurno a Forte dei Marmi continua a suscitare polemiche. Dopo le parole contrarie di Laura Mencone, vedova di Rodolfo Belli a sua volta erede Barberi, arrivano quelle della consigliera di opposizione e candidata sindaca, Rachele Nardini.

“Da anni, in consiglio comunale, affronto e critico le modalità di realizzazione del diurno – osserva Nardini – e oggi, sono sempre più convinta che si poteva fare di più e meglio. E lo ripeto a gran voce. Io non sono della filosofia ‘meglio che niente facciamoci andare bene questo’ io credo che si debba sempre fare il meglio possibile e non giocare alla meno”.

Il Comune spenderà circa 2.5 milioni euro per realizzare il diurno che sarà convenzionato con la Asl. “Questo cosa significa? – spiega Nardini – Che su 20 posti creati, 15 saranno assegnati secondo la lista d’attesa asl quindi per pazienti di tutta la Versilia. Altri 5 sono stati riservati ai nostri residenti e in consiglio fu detto che questi 5 posti potevano essere usati anche con finalità turistiche. Solamente 5, perché essendo un servizio costoso che andava a ricadere sull’ente, l’amministrazione Murzi ha preferito fare cassa con i 15 convenzionati con la Asl invece di garantire più posti ai nostri cittadini. Siamo un comune ricco, che ogni anno sceglie di spendere più di 230mila euro per allestire la zona concerti di Villa Bertelli direi che ci possiamo permettere anche di garantire almeno 10 posti di diurno per i nostri poveri anziani o no? Quindi critico fortemente che si decida di spendere quasi 2.5 milioni di euro dei nostri cittadini per costruire un diurno che garantirà con certezza solo 5 posti ai nostri residenti”.

Nardini poi solleva il problema della mancanza di un ‘dopo di noi’. “Critico anche che si preveda un diurno senza invece pensare agli anni futuri proprio delle persone che si abitueranno a quel luogo – commenta Nardini – che lo sentiranno una seconda casa e che se la patologia si aggraverà e avranno necessità di assistenza ulteriore dovranno trasferirsi in altre strutture vivendo ancora di più il senso di abbandono. Perché nel momento in cui saranno allettati o avranno un declino cognitivo e comportamentale se ne dovrà prendere cura la famiglia o dovranno farsi la lista d’attesa per entrare in una Rsa. Perché proprio quando avranno più bisogno, il diurno, non potrà più aiutarli. Non si poteva progettare una struttura che potesse essere la casa attuale e anche quella futura? Io avrei progettato un luogo pensando anche al dopo”.

“Sia chiaro, io non spingo per mandare gli anziani in Rsa, sogno ben altro – puntualizza Nardini – Mi auguro che possano restare nella loro casa per tutta la vita, che possano stare con i loro cari. Ma siamo sicuri che tutti abbiano la possibilità di farlo? E per chi non può? Non ci si pensa? Avere una struttura di questo tipo avrebbe permesso ai parenti di recarsi quotidianamente, anche più volte al giorno, da loro. Ecco, questo critico, critico la mancanza di visione futura, che non si pensi mai al dopo ma solo all’oggi. Io sono favorevole ad un diurno con all’interno anche il “ dopo di noi” perché gli anziani che si sono occupati dei propri figli disabili, e ce ne sono molti, vorrei potessero trascorrere l’ultima fase della loro vita in una struttura che possa accogliere loro e i loro figli e che possano andarsene sapendo che i loro figli continueranno a rimanere in quella struttura che per un periodo è stata la loro casa comune senza morire con il terrore di ciò che accadrà ai loro figli quando non vi saranno più. Per me questa è una priorità”.

Nardini poi conclude su quanto riferito da Mencone, esternazioni che avevano visto una risposta sui social in merito da parte del sindaco. “Credo che un sindaco, invece di attaccare una cittadina di 85 anni avrebbe fatto meglio a chiamarla per capire perché, un progetto nel quale lui crede molto non l’abbia soddisfatta – chiosa Nardini – Mi risulta che le stesse considerazioni gli fossero state mosse anche da altro erede durante la conferenza stampa sul diurno dell’estate scorsa. A quanto pare la signora Laura non è la sola a pensarla così e non credo che per un’intervista si aspettasse tutto questo clamore da parte del Sindaco, tutta questa polemica. Ma si sa, le critiche non sono mai gradite da parte del sindaco. Il mio è un progetto ambizioso? Si, lo è. O al Forte questo alto livello deve essere solo riservato al turismo e non ai servizi sociali per i nostri cittadini?”

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