Nessuna sanatoria, nessun ripristino della precedente concessione, ma una scelta valutata nell’interesse pubblico per tutelare il Comune sotto il profilo economico e patrimoniale. L’Amministrazione comunale interviene per chiarire la procedura di mediazione con il Grosseto relativa al centro sportivo di Roselle e respingere alcune ricostruzioni circolate negli ultimi giorni.
La proposta approvata dalla Giunta circa il centro non riguarda il rilascio di una nuova concessione né modifica le competenze attribuite agli organi dell’ente, precisa il Comune. La controversia è infatti già pendente davanti al Tribunale di Grosseto ed è stata successivamente avviata alla procedura di mediazione prevista dalla normativa.
L’Amministrazione sottolinea che la Giunta si è limitata a valutare l’interesse pubblico e a definire gli indirizzi per un’eventuale soluzione conciliativa, autorizzando il dirigente competente a sottoscrivere un accordo entro limiti ben definiti. La gestione della mediazione resta invece affidata al dirigente, assistito dal legale incaricato della difesa del Comune.
Il Comune smentisce inoltre che l’eventuale addendum rappresenti una sanatoria della situazione precedente. Al contrario, evidenzia come le nuove condizioni sarebbero più favorevoli rispetto alla concessione originaria.
Tra gli impegni previsti figurano il pagamento di un importo mensile parametrato all’intera rata del mutuo sostenuto dal Comune per la realizzazione dell’impianto, oltre al canone concessorio, la presentazione di una fideiussione bancaria annuale rinnovabile pari a dodici mensilità, la predisposizione di un nuovo piano economico-finanziario e la rinuncia definitiva a qualsiasi richiesta risarcitoria collegata alla controversia.
Il testo prevede inoltre un sistema di garanzie rafforzato: il mancato pagamento anche di una sola rata comporterebbe automaticamente la decadenza dal beneficio del termine, la risoluzione dell’accordo e l’immediata escussione della fideiussione bancaria.
Per l’Amministrazione, la scelta non rappresenta quindi un arretramento rispetto alla revoca della concessione alla precedente società, ma la ricerca della soluzione ritenuta più conveniente per il Comune, evitando tempi, costi e incertezze di un lungo contenzioso giudiziario.
Il Comune conclude ribadendo che il confronto politico è legittimo, ma invita a distinguere le valutazioni politiche dalla correttezza amministrativa, sottolineando che l’azione intrapresa è finalizzata esclusivamente alla tutela dell’interesse pubblico e al rispetto delle competenze previste dalla legge.



