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Cesar Piancastagnaio, i sindacati: “Servono garanzie”

Trasferimenti lontani dal territorio e futuro incerto per 56 lavoratori.
Cresce la tensione sulla vertenza Cesar S.p.A. – Acqua & Sapone di Piancastagnaio dopo il tavolo istituzionale convocato dalla Regione Toscana.
I sindacati parlano di ipotesi “non concordabili” e chiedono garanzie concrete per occupazione e continuità produttiva.

A prendere posizione sono FILCAMS CGIL Siena, FISASCAT CISL Siena e UILTUCS Toscana Area Siena, che esprimono forte preoccupazione per le soluzioni prospettate dall’azienda, comprese ipotesi di trasferimento dei dipendenti a lunga distanza dal sito produttivo dell’Amiata.

Secondo le organizzazioni sindacali, spostare i lavoratori lontano da Piancastagnaio non rappresenta una soluzione sostenibile, soprattutto in un territorio già segnato da spopolamento e carenza di opportunità occupazionali.

Il nodo del futuro del sito:

I sindacati riconoscono il ruolo della Regione Toscana nel mantenere aperto il confronto e guardano al prossimo incontro fissato per il 26 maggio come a un passaggio decisivo.

Al centro della trattativa dovranno esserci tre punti: ricollocazione sostenibile dei lavoratori, strumenti di accompagnamento alla pensione e un progetto concreto di reindustrializzazione del sito.

Le sigle sindacali chiedono inoltre che Cesar partecipi attivamente alla ricerca di una soluzione condivisa, garantendo nel frattempo la piena operatività dello stabilimento e la continuità lavorativa per tutti i 56 dipendenti coinvolti.

“La difesa del lavoro e della dignità occupazionale rappresenta una priorità per il territorio dell’Amiata”, spiegano i sindacati, confermando la disponibilità a proseguire il confronto nelle prossime settimane.

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