“Che noia la normalità!”: il lungo, perfetto ed eccezionale viaggio di Simone Cristicchi a Villa Bertelli

FORTE DEI MARMI – (di Bianca Leonardi) Eclettico, fuori dagli schemi e riservato: torna sui palchi d’Italia il cantautore romano Simone Cristicchi che, dopo qualche anno di pausa dai tour musicali nel quale si è dedicato al teatro, complice il grande successo a Sanremo 2019 torna in pista più bello di prima.
Ieri sera, martedì 6 agosto, il suo “Abbi cura di me Tour” ha fatto tappa nell’elegante Villa Bertelli di Forte dei Marmi, cornice ideale per un spettacolo profondo e divertente allo stesso tempo.

Parole sussurrate, intime e surreali, fino ad arrivare a ritmi gitani e circensi che fanno venir voglia di ballare sulle sedie ricordando un’antica piazza salentina dove si balla la taranta e si beve vino: Cristicchi non si è risparmiato, colori, musica e una scenografia perfetta sul palco versiliese, hanno ammaliato il pubblico che si è goduto il concerto tra risate e lacrime di commozione.

Da “Vorrei ballare come Biagio Antonacci” ad “Abbi cura di me”, da “Meno male (che c’è Carla Bruni)” al successo che lo ha portato a vincere Sanremo nel 2007, “Ti regalerò una rosa” l’artista romano ha dato vita a uno spettacolo senza precedenti, ricco di emozioni, verità e colpi di scena come l’ospitata dell’autrice Amara che ha deliziato i presenti con due brani.

Dall’attualità alla poesia, spaziano così i testi di Cristicchi che, dal suo fascino da studente modello prima della classe, riservato e introverso, sprigiona un’ironia e una sicurezza che fa sentire tutti a casa.
La sensazione è proprio quella infatti, sembra che sia lui, Simone Cristicchi, ad essere su quel palco per noi e non il pubblico ad assistere a un suo concerto e ad ogni pezzo sembra di conoscerlo un po’di più, da sempre, come un amico lontano che non vedi da molto tempo ed è così che la sua elegante timidezza cela uno spirito rivoluzionario, guerriero e pieno di speranza.

Cinico e romantico allo stesso tempo, sarcastico e tagliente, Cristicchi, artista poliedrico, si mostra consapevole della vita, una vita in cui è sacrosanto saltarci sopra e ballare e non vedersela passare accanto inermi: “La vita è togliere le condizioni che ci tengono chiusi in un sepolcro” ha raccontato l’artista durante uno dei suoi monologhi.

Una performance a tuttotondo, quella di ieri sera a Villa Bertelli, uno spettacolo a metà tra concerto e narrazione dove un Cristicchi attore, fintamente capitato lì per caso, mostra una rara maestria nel raccontare e nel raccontarsi con un’umiltà propria di chi sa di essere nel posto giusto al momento giusto e che dimostra il vero valore dell’artista.

Quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica soluzione” ha esordito il cantautore, portatore di un messaggio importante e mai banale. In un mondo in cui si fa a gara di maleducazione e menefreghismo c’è ancora chi distribuisce verità e buonsenso, chi crede ancora alla tenerezza, alla bontà, all’abbandonarsi nelle emozioni e alla fragilità e Cristicchi è sicuramente uno di questi che, con il suo atipico estro, trasmette e infonde una dolcezza pura e reale in tutti i presenti.

Un professore di vita, ieri sera sul palco della Villa di Forte dei Marmi, che ha dimostrato quanto davvero l’arte sia potente per trasmettere messaggi che fanno bene al cuore, regalando spunti di riflessione sul rispetto, la tolleranza, la comprensione e il ricordo lasciando a tutti quella sensazione di pienezza e soddisfazione perché alla fine, cosa colma l’anima se non proprio l’arte?

Se vivrò, se vivrai, ritorneremo un giorno qui fuggendo per sempre gli uomini e il dolore finchè canteremo con una solo voce e un solo cuore in un lungo, perfetto, eccezionale, viaggio”: saluta con queste parole Simone Cristicchi che, senza dubbio e in solo poche ore, ha trasportato tutti in un eccezionale viaggio alla scoperta di noi stessi, del prossimo e di ciò che veramente conta in una vita in cui troppo spesso ci troviamo ad essere silenziosi spettatori.