Un medico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana (AOUP) è stato rinchiuso nel carcere Don Bosco. L’uomo, già sottoposto a misure cautelari per anni di vessazioni familiari, è stato rintracciato sotto casa dell’ex moglie dopo aver pubblicato post “deliranti” sui social.
Per la vittima e i familiari si conclude così un incubo durato oltre vent’anni. Il provvedimento di carcerazione garantirà infatti finalmente protezione immediata dopo che l’uomo aveva ripetutamente violato il raggio di un chilometro imposto dal giudice. Anche l’Aou di Pisa, dove l’uomo lavorava, ha preso le distanze dal professionista, redigendo una relazione dettagliata su comportamenti ritenuti “inidonei” tenuti dall’uomo anche sul posto di lavoro.
Si tratta di un caso emblematico di applicazione delle misure di prevenzione contro la violenza domestica, dove l’aggravamento della misura si è reso necessario per l’inefficacia (e il palese aggiramento) del braccialetto elettronico.
Secondo le indagini della Squadra Mobile di Pisa, il chirurgo avrebbe sottoposto l’ex moglie e i figli (uno dei quali disabile) a gravi vessazioni fisiche e verbali sin dal 2001. In un episodio particolarmente cruento, l’uomo avrebbe colpito la donna al volto causandole danni permanenti a un occhio.
Nonostante il divieto di avvicinamento e l’obbligo del braccialetto elettronico, l’uomo si è presentato sotto l’abitazione dell’ex coniuge. Davanti agli agenti ha tentato di giustificarsi parlando di un “banale malfunzionamento” del dispositivo, ma la polizia ha accertato la sua presenza fisica sul luogo dopo una segnalazione della vittima, che lo aveva visto dal terrazzo.
Risultano inoltre significativi per le indagini alcuni post ritenuti deliranti pubblicati dall’uomo sui propri profili social poco prima del fermo.




