Quando la sete di conoscenza si trasforma in minaccia: “Life – Non oltrepassare il limite” di Daniel Espinosa

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VIAREGGIO – ( di Lorenzo Simonini ) – Eccoci a un nuovo appuntamento con “Cinemanews” nel pieno della Primavera appena sbocciata. Sono tanti i film di cui si potrebbe parlare questa settimana, cercheremo di fare il massimo per dare il giusto spazio a tutti, ma in questa puntata parleremo di una pellicola che si colloca a metà tra la fantascienza e l’horror. Da giovedì, infatti, potete trovare nelle sale il film Life – Non oltrepassare il limite, diretto da Daniel Espinosa e con un eccellente cast tra cui Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson e Ryan Reynolds. La pellicola si potrebbe dividere sostanzialmente in due parti: la prima, prettamente di stampo scientifico e, a livello cinematografico, costruito su atmosfere che solo la categoria dei film ambientato nello spazio sa donare, la seconda, più di tipo energico e d’azione, incentrato sulla presa di coscienza da parte della cellula che si rivela più intelligente e spietata di quello che in apparenza sembra. In realtà, uno dei temi principali del film è proprio quello legato alla irrefrenabile sete di conoscenza e di scoperta che domina l’uomo, specialmente se improntato sulla scienza: lo stimolo e il desiderio fa scatenare delle conseguenze devastanti. Nel nostro caso, l’attualità ci porta verso le leggendarie parole dello scienziato Stephen Hawking che, in un’intervista recente, ha detto a chiare parole che gli alieni potrebbero esistere, ma non conoscendo la loro natura, meglio non disturbarli, perché potrebbero diventare una vera minaccia. Di recente, non molto lontano dalla Terra (si parla di distanze legate all’Universo, per cui l’unità di misura sono gli Anni Luce) è stato scoperto un Sistema Solare simile al nostro, con pianeti ipoteticamente perfetti per ospitare forme di vita. Da quando l’uomo ha avuto la possibilità di poter puntare il proprio sguardo, e dunque il proprio cervello, verso l’Universo, questa fame di sapere se siamo soli oppure no ci sta facendo fare scoperte incredibili. Un giorno, però, potrebbero diventare pericolose? Ecco perché il film ragiona sul non oltrepassare il limite. Si intende il limite che la nostra vita intellettuale può toccare senza invadere quella di un’eventuale esistenza aliena, o meglio non umana. La riflessione, legandola più in generale alla ricerca, ci fa pensare agli esperimenti pericolosi e, talvolta, a noi sconosciuti che la scienza e la politica compiono sulla Terra. Certo, potrebbero essere utili alla nostra sopravvivenza, ma se, invece, il nostro lavoro si ritorcesse contro di noi? È giusto sperimentare e ricercare, ma serve sempre cautela, perché anche la scienza, seppur fatta di formule o di argomenti apparentemente freddi, in realtà risentono molto del fattore sensibilità, componente che deve mettere l’uomo. Lo scopo della scienza è aiutare l’uomo, se quest’ultimo sa usare il buon senso con la scienza.

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