Largo alle donne, che sanno cambiare il mondo: “Il diritto di contare” di Theodore Melfi

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VIAREGGIO – ( di Lorenzo Simonini ) – Largo alle donne, che sanno cambiare il mondo: “Il diritto di contare” di Theodore Melfi

Passati gli Oscar 2017, eccoci giunti a una nuova puntata della rubrica “Cinemanews”. Questa settimana pellicola tutta al femminile, almeno per quanto riguarda il trio che compone il cast attoriale di questo film: Il diritto di contare di Theodore Melfi. Protagoniste le attrici Taraji P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monàe, con la presenza di Kevin Costner, Kirsten Dunst e Jim Parsons. Siamo negli anni ’60 e le tre matematiche lavorano alla Nasa, ma per l’epoca, essendo donne dalla pelle nera, non hanno possibilità di fare carriera, ma piano piano le cose cambiano e con esse anche i progetti e le ambizioni spaziali della Nasa e degli Stati Uniti d’America, a quell’epoca al centro della Guerra Fredda con l’Unione Sovietica. Ciò che colpisce sin da subito è il tema di cui si parlerà, ossia il distacco, frustante se pensato ai giorni nostri, per non dire irritante, che c’era a quell’epoca in una civiltà che, per tanti assurdi motivi, è sempre stata considerata evoluta come quella statunitense, tra le persone di pelle chiara e quelle di pelle scura. Un dislivello imposto con la forza da un modo di pensare sociale paradossale e assurdo, soprattutto, poi, se riflettuto in un ambiente di elevato livello scientifico come quello della Nasa, dove erano e sono presenti menti brillanti. Eppure, a discapito di quello che si pensa, probabilmente non studiato nelle nostre scuole e, dunque, dimenticato dalle generazioni più giovani, gli Stati Uniti hanno portato un uomo nel cielo grazie al fondamentale contributo di queste donne, a dimostrazione di come questo mondo, in tutto e per tutto, avrebbe davvero bisogno di donne come loro, coraggiose, brillanti, ma anche sensibili. In una società dove la donna è sempre, in vari modi diversi, sottomessa all’arroganza e alla superficialità dell’uomo, la risposta che ci porta questa pellicola è la dimostrazione, invece, di come le donne meriterebbero molto più spazio. In sostanza, l’uomo dovrebbe fare un passo indietro, anzi, molti passi indietro, per cercare di capire cosa significa sognare e, allo stesso tempo, soffrire come riescono a farlo le donne, dotate di immenso spirito che questa società maschilista troppo spesso dimentica. Senz’altro nessuno è perfetto, eppure nel 2017, in una situazione che sta diventando sempre più instabile sotto tanti aspetti, sarebbe il caso di lasciar fare alle donne, sicuramente più capaci degli uomini a gestire, con la giusta sensibilità di cui sarebbero fornite, ma che gli uomini stanno togliendo loro, le situazioni più delicate. Tornando al film, da come si deduce, una trama coinvolgente che sa far riflettere e, al contempo, sorridere e commuovere, riuscendo a seguire, senza alcun problema, le vicende professionali e personali delle tre protagoniste, che si fanno largo in un mondo, in questo caso quello scientifico della matematica, dell’informatica e dell’ingegneria, prettamente dominato da modi di pensare maschili e maschilisti.

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