Un “patto per l’oro” per sostenere il distretto orafo aretino e affrontare le difficoltà occupazionali e produttive. È la proposta della segretaria regionale della Cisl Toscana, Silvia Russo, che alla ripresa delle attività parla di un “autunno bollente” per l’economia regionale. Secondo Russo, gli ammortizzatori sociali sono importanti ma non sufficienti. Le eventuali proroghe della cassa integrazione dovrebbero essere accompagnate da un piano condiviso tra Regione, imprese e sindacati, capace di rafforzare l’intera filiera, dalla produzione alla commercializzazione, puntando su qualità e rispetto dei contratti di lavoro.
La Cisl chiede inoltre una rete regionale che coinvolga istituzioni, imprese e associazioni di categoria per sostenere i comparti manifatturieri in difficoltà. Tra questi, oltre all’orafo di Arezzo, vengono citati il siderurgico di Piombino e la pelletteria pisana. Un ruolo importante potrebbe essere svolto dalle aziende più strutturate, chiamate a sostenere il consolidamento delle realtà più piccole. Russo cita Prada e l’ex Melis come possibili esempi per il sistema moda aretino.
Preoccupano anche i dati sull’artigianato: secondo la Cgia di Mestre, tra il 2024 e il 2025 sono state perse 500 aziende artigiane. Per la Cisl servono quindi più formazione, riqualificazione e politiche attive del lavoro, con interventi mirati alle esigenze di imprese e lavoratori. La richiesta del sindacato è chiara: una strategia regionale per rilanciare la manifattura e difendere occupazione e competenze, partendo dal distretto orafo aretino.



