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Code e lunghe attese fuori da ospedali, Alberti (Lega): “Potenziare servizi e assumere”

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Da Careggi a Cisanello, in tutta la Toscana gravi disagi per gli utenti dei nosocomi. Il Consigliere regionale della Lega: “Servono infermieri, altro che pensiline”

“La Asl pensa che con due pensiline si risolva il problema delle lunghe code fuori dagli ospedali toscani – dice il Consigliere regionale Jacopo Alberti – ma quel che serve davvero sono assunzioni, come diciamo da tempo. Dall’avvio della Fese 3, sono numerose le segnalazioni che ci sono arrivate da ogni parte della regione, sia sulle difficoltà dei punti prelievo che dei pronto soccorso. Il rischio di assembramenti è sicuramente alto, ma i cittadini hanno il diritto di essere curati e fare gli esami di cui necessitano. Non è possibile che in due mesi la situazione non sia cambiata. Era prevedibile che alla ripresa delle attività ci sarebbe stata un’impennata di richieste, e che il servizio dei prelievi avrebbe dovute essere riorganizzato subito. Come i centri di prenotazione, i Cup, che sono stati sopraffatti dalle telefonate. Serve personale, infermieri e potenziamenti informatici”.

“Le stesse code si trovano anche fuori dai pronto soccorso, dove chi viene portato per urgenze non può essere assistito da un congiunto. I familiari devono aspettare fuori, sotto il sole, senza avere la possibilità di stare vicino alla persona cara. Spesso, si tratta di persone anziane con patologie croniche che col caldo si aggravano, e hanno bisogni di interventi urgenti. Ma si trovano a aspettare ore senza una persona che li assiste. È sempre il solito problema delle decisioni prese dell’alto che ricadono sul personale e sui pazienti, regole costruite senza considerare le reali necessità e senza conoscere la fruizione delle strutture. Tutte conseguenze della riforma che ha portato alle tre ‘Aslone’ – conclude Alberti – che ha accentrato servizi e poteri decisionali a scapito dei presidi territoriali”.

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