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Colle di Val d’Elsa, 25 aprile tra memoria e percorso per il Merito Civile

Il 25 aprile a Colle di Val d’Elsa si conferma un passaggio centrale del calendario civile cittadino, con una cerimonia che unisce commemorazione, partecipazione istituzionale e un nuovo tassello sul fronte della memoria storica.

Il programma per l’81° anniversario della Liberazione prenderà avvio alle 9.30 dal Palazzo comunale, con il tradizionale percorso delle corone: prima al Monumento ai Caduti de La Badia, poi al Cimitero comunale di Colle Bassa presso la Cappella dei Partigiani, fino alla conclusione in Piazza Arnolfo con gli interventi ufficiali delle autorità.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle celebrazioni coordinate dai Comuni dell’Alta Valdelsa, con San Gimignano capofila e la collaborazione delle sezioni ANPI territoriali.

Accanto alla cerimonia, il sindaco Piero Pii ha rilanciato un passaggio politico e amministrativo che guarda oltre la giornata commemorativa: l’avvio dell’iter per il riconoscimento della città al Merito Civile.

“Il 25 aprile è una data fondativa della nostra identità – afferma il sindaco Piero Pii – e Colle di Val d’Elsa ha avuto un ruolo diretto e rilevante nella storia della Liberazione. Dopo l’8 settembre 1943 la comunità aderì alla lotta con scioperi, manifestazioni e sostegno alla Resistenza, contribuendo anche attraverso il ruolo delle donne nei Gruppi di Difesa. Episodi come l’eccidio di Montemaggio restano una ferita e insieme una testimonianza del contributo pagato per la libertà”.

Nel percorso che l’amministrazione intende attivare, pesa anche il lavoro storico già svolto dall’ANPI locale, che nel 2013 aveva raccolto documentazione e ricostruzioni dettagliate sulle vicende del territorio.

“Per questo – prosegue Pii – il Comune ha presentato un ordine del giorno approvato all’unanimità per avviare formalmente la procedura prevista dalla normativa nazionale. L’obiettivo è riconoscere in modo ufficiale il valore civile espresso dalla comunità, fatto di solidarietà, sacrificio e senso civico nei momenti più difficili della guerra e della repressione”.

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