“Se colpiscono uno, colpiscono tutti”: al Gugliemi di Massa assemblea dibattito sui decreti penali di condanna

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MASSA – Contro i decreti penali, assemblea pubblica al teatro Guglielmi di Massa, venerdi 4 novembre all2 21. Ben 21 sono stati quelli inflitti ad altrettanti giovani, di Viareggio e del capoluogo apuano, per adunata sediziosa in occasione della protesta a suon di uova contro il leader del Carroccio Matteo Salvini, in occasione della sua presenza nella città del Carnevale durante la campagna elettorale del 2015 ( LEGGI ANCHE: Contestarono Salvini, anche tre dirigenti di … ). Oltre a quelli inflitti a Lucca, in occasione della contestazione a Matteo Renzi ( LEGGI ANCHE: Contestarono Renzi, tra i giovani colpiti da decreto ), e a Massa.

” In Italia si registra da diversi anni un progressivo inasprimento delle politiche repressive, l’esempio è appunto il decreto penale di condanna, uno strumento utilizzato in modo trasversale, che colpisce non solo decine di compagni e compagne, ma anche avanguardie di lotta, infatti, attraverso queste condanne, tentano di colpire chi si organizza e si oppone agli effetti della crisi economica che provoca il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, impoverendo il salario, intensificando lo sfruttamento, il lavoro nero, la nocività, la precarietà, l’allungamento dei tempi per la pensione, la distruzione dell’ambiente, la scuola, fino allo smantellamento del sistema sanitario pubblico”, si legge nel volantino a firma della Casa Rossa Occuopata che annuncia l’assemblea: ” Il piano legislativo-giudiziario è lo strumento strategico attraverso il quale questi attacchi hanno preso forma, un processo cosi detto delle “emergenze” che con la scusa della lotta al “terrorismo”, alle droghe, alla mafia, agli ultra, ai migranti, svolge innanzitutto un’azione preventiva che colpisce avanguardie di lotta e lotte sociali, ancora conflittuali, lanciando un segnale: la conflittualità deve cessare a priori, cercando di eliminare la resistenza dei lavoratori e delle lavoratrici e di
settori del movimento, affinché abbandonino i loro naturali mezzi di resistenza, lo sciopero, le proteste, i presidi, le contestazioni alla politica governativa e ogni forma di solidarietà. Vietato in sintesi ogni forma di protesta e contrapposizione che non sia sotto il loro diretto controllo. Per questa ragione abbiamo promosso questa iniziativa, per fornire non solo uno strumento di riflessione utile ad approfondire la nostra conoscenza, ma come occasione per una riflessione generale che rimetta al centro i nostri compiti, attraverso un’azione politica collettiva di tutte e di tutti sul valore della solidarietà di classe (arma estremamente importante e significativa per contrastare ogni forma di repressione, di controllo e d’isolamento), come elemento concreto attorno a cui sviluppare oggi, unità e organizzazione e un’identità di classe necessaria a contrastare la campagna politica, “dividi et impera” che i padroni e lo Stato stanno portando avanti. Attraverso lo strumento dei decreti penali di condanna del 1931 emanati nel ventennio fascista, in questi anni sono stati colpiti, lavoratori, studenti e
compagni: a Massa gli studenti per aver sostenuto la lotta dei lavoratori del territorio ed aver contestato il Jobs Act davanti alla Sede del PD, una lavoratrice della sanità, per aver solidarizzato con le lavoratrici delle ditte d’appalto contro i licenziamenti e la riduzione dell’orario di lavoro, a Viareggio compagni e compagne per aver protestato contro la presenza di un eurodeputato razzista e a Lucca per aver contestato Renzi e le controriforme del suo governo”

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