“Combattere la corruzione per salvare il Paese”, oltre 700 persone per Cantone e Caringella

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LUCCA – «La corruzione in Italia? Vale 10 miliardi all’anno, ma in realtà muove molto di più». È con i numeri che il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone e il presidente di Sezione del Consiglio di Stato Francesco Caringella danno subito al pubblico che affolla la chiesa di S. Francesco il senso della enormità che il “problema corruzione” rappresenta per il paese.

Ad ascoltarli, le centinaia di ragazzi provenienti dalle scuole superiori lucchesi, le più alte cariche cittadine e i rappresentanti delle istituzioni, tra i quali il prefetto Maria Laura Simonetti, il presidente della Provincia Luca Manesini, il sindaco Alessandro Tambellini, gli Onorevoli Raffaella Mariani e Stefania Giannini. Allestita anche una diretta video in Cappella Guinigi garantire alle tantissime persone arrivate di seguire l’incontro.

L’occasione è stata la presentazione del libro “La corruzione spuzza”, organizzata dalla Scuola IMT nell’ambito dell’iniziativa “Open IMT”, con la quale IMT incontra la cittadinanza. A introdurre l’incontro, il direttore della Scuola, Pietro Pietrini, l’avvocato Florenzo Storelli e il Procuratore della Repubblica Pietro Suchan.

Cantone e Caringella, stimolati dalle domande del giornalista Alan Friedman, hanno toccato questioni molto attuali, come le inchieste legate a Mafia Capitale e Mose, per far comprendere al pubblico l’evoluzione che ha subito la corruzione negli ultimi 25 anni. Dopo Tangentopoli, infatti, il fenomeno si è trasformato facendosi più capillare e subdolo, con mille sfaccettature, tra favori, piaceri e collusioni che riguardano gli appalti pubblici, la sanità, la politica e l’economia.

Quello della corruzione è un sistema ben congegnato che tocca da vicino la vita di tutti i cittadini e che solo attraverso la consapevolezza, che deve sostituire l’indignazione, può essere fermata. Una consapevolezza che soprattutto i più giovani devono imparare ad acquisire insieme a un maggior rispetto della cosa pubblica.

 

«Il nucleo centrale della corruzione è la disonestà. Il mancato rispetto dei valori fondanti della società civile e libera – ha commentato il professor Pietrini – La corruzione è pervasiva, colpisce qualunque ambito della vita sociale. Disonestà e corruzione arrivano persino nella scienza. Questa va contro natura. Poiché l’essenza stessa di uno scienziato è quella di chiedersi il perché delle cose, di perseguire la conoscenza, di difendere la verità. Sempre e comunque».

 

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