Prima il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che ha voluto precisare (ma c’era bisogno?) che sulle scuole “il commissariamento della Toscana è una cosa ormai fatta”, da cui non si torna indietro, poi il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che non è stato certo a incassare. Benvenuti alla Didacta Italia, la fiera dedicata al mondo della scuola dove, però, a prendersi la scena è stata soprattutto la politica.
Lo scontro tra governo e Regione si è consumato proprio durante l’evento dedicato all’istruzione, con toni tutt’altro che concilianti sul tema degli accorpamenti e del dimensionamento scolastico.
Valditara ha sottolineato “che la Regione Toscana ha perso tutti i ricorsi fatti ai vari tribunali amministrativi e anche alla Corte Costituzionale. Ha sempre avuto torto, quindi vuol dire che il governo aveva ragione” e “credo che anche quello alla Presidenza della Repubblica non avrà esito positivo. Lo immagino, dato che la giustizia ci ha dato ragione – ha spiegato –. Quindi dubito che ci siano significative novità da questo punto di vista. Piuttosto posso dire che abbiamo concluso un percorso iniziato dal precedente governo, non dimentichiamoci mai che è un obiettivo Pnrr, concordato dal precedente governo con la Commissione europea” e “ho già annunciato che per i prossimi tre anni non ci saranno nuovi dimensionamenti”.
La replica del presidente della Regione Toscana non si è fatta attendere. Giani ha ribadito la contrarietà agli accorpamenti scolastici: “Ritengo che abbiamo avuto ragione a tenere una posizione ferma di contrarietà perché soprattutto poi a risentirne è la diffusione, la capillarità della presenza degli istituti scolastici sul territorio”. Una contrarietà che ha portato al commissariamento da parte del governo.
“Io, che sono ormai anche a livello nazionale considerato un po’ il sostenitore della Toscana diffusa che diventa l’Italia diffusa – ha proseguito – non mi potevo permettere di accettare, senza far rilevare il mio dissenso, l’eccesso di accorpamenti che ha caratterizzato la scuola italiana”.
Sul tema, rispondendo ai giornalisti, è intervenuta anche la sindaca di Firenze Sara Funaro: “È stata fatta una scelta sbagliata perché non si è tenuto conto della storicità degli istituti, né della situazione della regione e soprattutto della città metropolitana, dove già negli anni erano state portate avanti politiche virtuose e già erano stati fatti accorpamenti”.
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