Commissione Antimafia a Firenze: “Aspettiamo risposte su caso Viareggio e fanghi”

FIRENZE –  “La Commissione parlamentare antimafia non è a Firenze per caso. Viene su nostro sollecito dopo che in diciassette mesi di vita consiliare abbiamo messo sotto i riflettori scandali toscani dove la mafia aveva sempre una parte”.

E’ il Movimento Cinque Stelle a dichiarlarlo. I lavori della commissione parlamentare antimafia presieduta da Roy Bindi, oggi in missione nel capoluogo toscano per approfondire le dinamiche della criminalità organizzata in Toscana, sono iniati questa mattina in Prefettura a Firenze e sono previste le audizioni del prefetto di Firenze e di quelli delle province di Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pistoia, Prato e Siena. Nel pomeriggio sarà sentito il procuratore distrettuale antimafia.

“I fanghi tossici, il caso Viareggio – prosegue Enrico Cantone, consigliere regionale capogruppo M5S -, l’uso discutibile dei beni confiscati come quello in piazza Signoria. In ciascuno il rapporto tra attività illecita, comitati d’affari più o meno organizzati e pubblica amministrazione è risultato specchio di un problema serio del nostro Stato di Diritto: a poco valgono le leggi se poi manca il controllo. Quando in un Comitato Portuale dove siedono rappresentanti istituzionali di Regione, Comune e Provincia, si assegna una concessione senza chiedere il certificato antimafia ad un’azienda che, guarda caso, è proprio guidata da esponenti della criminalità organizzata, se non altro è evidente che manca il controllo. Poi certo inquieta che il funzionario delegato da Rossi e Ceccarelli a presenziare in quella occasione, poco dopo abbia lasciato il posto di lavoro, pare, di sua iniziativa”.

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