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Comunali Pistoia, le primarie e i rapporti tesi con Bernard Dika 

A Pistoia la situazione all’interno del centrosinistra, in vista delle elezioni, è bollente. La coalizione ha infatti deciso di organizzare delle primarie il 29 marzo, mettendo in campo due nomi, ovvero Stefania Nesi e Giovanni Capecchi.

Se la prima è stato fin da subito il nome portato dai dem nelle assemblee, il secondo è sì civico ma è più vicino ad Avs, che anche alle ultime Regionali ha preso un buon numero di voti e quindi è voce forte nella coalizione. In questo quadro però i malumori sono tantissimi.

Bernard Dika, fedelissimo del presidente Eugenio Giani e sottosegretario, ha fatto incetta di preferenza alle ultime Regionali proprio grazie al territorio di Pistoia. E l’input che ha subito dato è stato quello di evitare le primarie. Questa idea però non è stata gradita dai super vertici Pd regionali perché sia Emiliano Fossi che Marco Furfaro avrebbero fin da subito deciso di portare avanti l’opzione delle primarie, anche per venire incontro alla posizione di Avs.

La posizione di Dika così appare notevolmente ridimensionata: era andato bene alle Regionali, è da sempre il fedelissimo di Giani ma queste tensioni a Pistoia rischiano di metterlo in difficoltà e all’angolo.

“Le primarie sono un errore, oltretutto sono fissate per il 29 marzo e non esiste un regolamento”, viene fatto notare a più voci da esponenti dem vicini a Dika. La tensione è alta. E in diversi avrebbero puntato il dito proprio contro Dika. “La scelta fatta dal Pd è quella di non rompere la coalizione, a tutti i costi”, è stato spiegato da alcuni dem. E quel “a tutti i costi” significa fare le primarie. “Chi è iscritto al Pd deve accettare la linea politica del Pd nazionale e regionale e questa linea è privilegiare la coalizione, che è in testa a tutto”, viene spiegato ancora.

E chi invece sostiene che fare le primarie sia un errore? “Chi non lo accetta, è fuori dal Pd nazionale”. Un modo, neanche troppo velato, per far capire che da questa partita una parte del Pd locale sembra uscirne con le ossa rotte e in particolare Dika, che esce da questi giorni con un margine di manovra ridotto rispetto a quanto si poteva pensare post Regionali.


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