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Comunali Prato, in attesa di Biffoni ecco la candidatura di Mario Adinolfi

Inizia a chiarirsi il quadro in vista delle comunali a Prato. Per il centrosinistra ormai il candidato sembra essere Matteo Biffoni, che ha così l’opportunità di tornare a essere primo cittadino.
In attesa che il centrodestra decida quale avversario contrapporre a Biffoni, è ufficiale anche la candidatura di Mario Adinolfi: “L’assemblea nazionale del Popolo della famiglia me lo ha chiesto e io ho accettato”, ha spiegato. “Siamo reduci da una battaglia politica difficilissima combattuta in Veneto proprio dove scorre il Piave – ha sottolineato in un videomessaggio che parte con il primo verso della Canzone del Piave -, chiusa portando il Popolo della famiglia oltre il 5% alle suppletive per la Camera dei Deputati. Il 24 maggio si vota per le amministrative: 12 delle 18 principali città italiane sono governate dal Pd, di queste l’unica che va alle urne è Prato. Ci va perché il sindaco del Pd Ilaria Bugetti si è dovuta dimettere in quanto indagata in una pesantissima inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Firenze, accusata di essere stata corrotta da un importante imprenditore massone”.
Per Adinolfi “curiosamente quando nelle inchieste finiscono amministratori locali di centrodestra (Gianni Alemanno, Totò Cuffaro, Roberto Formigoni) la magistratura e i media picchiano durissimo. A Ilaria Bugetti invece insieme alla solidarietà del governatore Eugenio Giani e del braccio destro di Elly Schlein, il deputato Marco Furfaro, è arrivata la mancata autorizzazione all’arresto e la garanzia del silenzio a livello giornalistico nazionale. La Canzone del Piave evoca la disfatta in Friuli a Caporetto e da lì parte la rinascita e la vittoria”.
Adinolfi ha spiegato che sarà proposto alla città “un percorso di rinascita morale contro ogni consorteria e massoneria a partire dalle 70 parrocchie della città, con un programma preciso che illustreremo ai pratesi l’11 aprile prossimo all’Art Museum alle ore 11″. L’obiettivo è “raccogliere una percentuale determinante dei voti e togliere l’amministrazione di Prato a una sinistra che dopo questo fatti deve stare ferma almeno un giro e rendere caso nazionale il più importante capoluogo toscano che va al voto”. Una sfida che sembra molto complessa.


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