Continua il caos per le comunali a Sesto Fiorentino (Firenze): l’assemblea del Partito Democratico ha deciso di sostenere come candidato Damiano Sforzi. Questo continua a generare malumori perchè una parte di iscritti dem – consistente, il 40% degli iscritti al Pd a Sesto – aveva chiesto di candidare Claudia Pecchioli, descritta da molti come una figura affidabile e competente, ritenuta capace di competere con buone possibilità di vittoria contro gli avversari. Sforzi è espressione di Sinistra Italiana e quindi la scelta è quella di privilegiare la coalziione che al momento, a differenza di altri modelli di coalizione in Toscana, non presenta Italia Viva.
“L’accordo votato ieri sera dall’assemblea del Partito Democratico per sostenere Damiano Sforzi è una resa senza condizioni che umilia il Pd di Sesto e lo condanna alla subalternità – raccontano una parte degli iscritti, l’ala che voleva Pecchioli -. È stato imbarazzante ascoltarne i termini dalla voce della segretaria:
nessun accordo per la carica di vicesindaco, nessuno dei temi dirimenti cari alla segreteria inserito nel programma di coalizione. L’unica concessione fatta dalla coalizione è la libertà di poter parlare in campagna elettorale di temi come il Rinascita, ma senza la possibilità di vederli realizzati nei cinque anni di governo, visto il mancato accordo della coalizione”.
“Per quattro mesi i nostri dirigenti del partito, legati a vecchi meccanismi di potere, hanno tenuto bloccata la coalizione e il partito fingendo di voler fare le primarie, hanno avversato gli amministratori che hanno ben lavorato e non sono riuscita ad illustrare il percorso del partito verso le elezioni, percorso che evidentemente non esiste e non è mai esistito – viene spiegato -. La segretaria ha accettato di farsi commissariare dal presidente Eugenio Giani, ignorando le iscritte e gli iscritti che in tutti questi mesi non sono mai stati convocati e mancando per tre volte il voto sull’accordo in assemblea, un fatto inaudito che ha coperto di ridicolo il partito e ne ha minato l’autorevolezza”. Secondo l’ala pro Pecchioli “a perdere, prima ancora di iniziare questa campagna elettorale, è la nostra comunità politica e tutto il centrosinistra che, con un percorso diverso e con lo strumento delle primarie, si sarebbe potuto presentare con maggiore autorevolezza alla città”.
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