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Comuni montani, il ministero cambia i criteri ed elimina Camaiore: “A rischio identità e sviluppo del territorio”

La revisione dei parametri di montanità fatti dal governo con la legge 131/2025 avrebbe portato seri problemi a Camaiore, tra i comuni più grandi d’Italia che annovera per circa metà del suo territorio, insieme a parte costiera e pianeggiante, un sistema collinare e montano che supera i 1200 metri di quota e chiude la catena della Alpi Apuane.
“A causa della revisione dei parametri – spiega Iacopo Menchetti, assessore alla pianificazione territoriale di Camaiore – le nostre colline e montagne sono scomparse. Si è operato così sul nostro territorio una scelta sbagliata che cancella percorsi politico-istituzionali di decenni”.
Nonostante una parte interna che conta di paesi arroccati sulle montagne – con tutti i pregi e le difficoltà che questo comporta – Camaiore è stato estromesso dai comuni montani. Dopo aver fatto notare la problematica che questo comportava insieme ad altri comuni interessati, ovvero capacità economiche ridotte, spopolamento, desertificazione economica e dissesto, avevano atteso con fiducia le trattative nelle sedi istituzionali per cambiare la legge. E ora, per bocca del suo assessore, Camaiore lancia un appello con una lettera.
“Accanto all’incomprensibile e ingiusta scelta che esclude Camaiore dalle aree montane del nostro paese – scrive in una lettera rivolta al ministro l’assessore – assistiamo con preoccupazione alla pesante scure che si abbatte sulle risorse destinate alle regioni attraverso il Fondo per lo sviluppo della montagna italiana. I dati diffusi dalla ragioneria dello stato certificano una riduzione senza precedenti, di oltre metà delle dotazione trasferita alle regioni, con seri interrogativi sulla possibilità pratica di adottare misure compensative per i territori rimasti esclusi dall’ingiusta riclassificazione dei territori. Scelte come queste rappresentano una colpa grave che ha come vittime i cittadini più tenaci e desiderosi di vivere ancora la montagna. Rivolgo il mio appello a lei signor ministro e a tutti i parlamentari provenienti dal collegio territoriale del mio Comune – conclude Menchetti – un territorio che rischia di essere annullato di parte della sua identità e di veder minacciato parte del suo sviluppo: tagliare la montagna vuol dire tradire un impegno e correre un rischio che non ci possiamo permettere”.


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