Concessioni demaniali: “La proposta di legge toscana è una politica punitiva e distruttiva”

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VIAREGGIO – “La proposta di legge della Regione Toscana in materia di concessioni demaniali marittime, conferma la volontà di mettere in campo una politica punitiva e distruttiva delle aziende balneari”.

La nota stampa, che riportiamo integralmente, arriva dall’onorevole Massimo Baldini:

“Da parte della Regione Toscana si insiste in una linea politica rinunciataria e suicida rispetto alla volontà dell’Europa, che, attraverso le sue direttive, mette in difficoltà le imprese italiane e demolisce un pilastro del sistema turistico nazionale.

Invece di aprire un forte contenzioso con l’Europa per fare uscire le imprese balneari dalla direttiva Bolkestein, si preferisce accettare una soluzione che porterà all’esproprio delle aziende ed esporrà migliaia di imprese familiari  ad essere private del loro lavoro ed in molti casi delle loro abitazioni.

La volontà punitiva della Regione Toscana si evince soprattutto quando propone norme, che nulla hanno a che vedere con la Direttiva comunitaria, ma che sono conseguenza di una visione ideologica arcaica quanto inutile.

Infatti la regione Toscana propone norme che riguardano:

1)- La soppressione dell’art. 45 bis del Codice della Navigazione.

In sostanza i concessionari delle imprese balneari non potranno più cedere a terzi la gestione della loro azienda, limitando in tal modo la loro libertà di impresa. Con tale proposta la Regione Toscana torna indietro di circa 20 anni  e produce inutilmente alle aziende un danno oggettivo. Tra l’altro, la norma che va a  sopprimere  l’art. 45 bis del Codice della Navigazione è una norma incostituzionale perché entra in un settore legislativo di esclusiva competenza del Parlamento e , soprattutto, non ci viene imposta dall’Europa.

2)-La valutazione della impresa balneare.

Questa dovrà essere affidata ad un Tecnico scelto dal Comune ma pagato dalla impresa balneare.                 A parte il fatto che non viene specificato sulla base di quali parametri e criteri verrà calcolato il valore dell’azienda, è del tutto incomprensibile ed inaccettabile che venga affidata alla discrezionalità del Comune la scelta del Tecnico e che le competenze professionali vengano pagate dal concessionario.

3)- Lo sconto del 10% sul valore dell’azienda.

Del tutto arbitraria e punitiva è poi la soluzione che prevede per il concessionario uscente un indennizzo  pari al 90% del valore dell’azienda, con un regalo al concessionario subentrante del 10% sul valore stesso.

Sarebbe interessante conoscere la ratio di una norma del genere e capire quali sono le motivazioni in base alle quali l’attuale concessionario, oltre a dover lasciare la sua azienda, dovrebbe anche regalare il 10% del valore dell’azienda, frutto del suo lavoro e dei suoi investimenti.

4)-Durata della concessione.

Anche qui si torna a sostenere che la concessione dovrà avere una durata limitata nel tempo, e che, comunque, al termine di tale durata, l’impresa dovrà essere incamerata dallo Stato. Uno Stato che sarà libero di concederla a soggetti diversi dall’attuale concessionario.

Si torna ai vecchi tempi di un sistema economico che invece di produrre lavoro, ricchezza ed occupazione, produrrà il collasso del nostro sistema turistico, impoverimento delle nostre strutture balneari, blocco totale degli investimenti”

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