Condannato allenatore, si apportò con una 15enne

PONTEDERA- Era il 2014 quando un allenatore cinquantenne si appartò nell’auto con la giovanissima allieva, all’epoca di 15 anni. Sulla «simpatia» tra i due, pare, ci fossero voci da tempo nel paese e nell’ambiente sportivo, poi arrivate anche ai genitori gettandoli in una profonda preoccupazione. Durante l’udienza preliminare del tribunale di Pisa Donato D’Auria, nella giornata di ieri 21 febbraio, le effusioni «proibite» sono valse all’uomo una condanna a due anni e 10 mesi di reclusione, con la concessione delle attenuanti generiche. Il giudice ha disposto una provvisionale alle parti civili costituite, nonché il padre e la madre della ragazzina, di 5mila euro.

La vicenda riguarda l’allenatore di una squadra femminile della zona. In fase d’indagine la ragazzina, ad oggi maggiorenne, ammise i fatti: quella fuga in pieno giorno, era una scusa per restare da soli volontariamente, anche se la legge non lo consente. Cinque anni fa il fatto suscitò clamore nel Comprensorio.
Furono sorpresi dai carabinieri mentre si erano appartati in macchina e l’uomo, nell’immediatezza del fatto, venne arrestato e posto in regime di arresti domiciliari, nonostante fosse stato poi velocemente accertato che la minorenne era consenziente.

L’uomo è stato indagato, e ora condannato, per atti sessuali su minore infra sedicenne affidata alla sua custodia di educatore. Ha sostenuto l’accusa il pubblico ministero Flavia Alemi.

L’allenatore, sposato con figli, è stato assistito durante il processo dall’avvocato Marco Scarabottolo che ora valuterà se ci sono ragioni per ricorrere in appello, anche se il processo si è concluso con il minimo della pena ed i fatti, sono stati ammessi dai due protagonisti. Il giudice ha disposto che al termine dell’esecuzione della pena, l’uomo venga sottoposto a un periodo di osservazione quale misura di sicurezza.