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Consigliere di parità, CNA Impresa Donna Grosseto: “No alla centralizzazione a Roma”

“La proposta di decreto legislativo che prevede la soppressione delle consigliere di parità regionali e territoriali, a favore di un’unica struttura centralizzata a Roma, ci preoccupa molto”. Così Paola Checcacci, presidente di CNA Impresa Donna Grosseto, interviene nel dibattito sulla riforma del sistema.
Secondo Checcacci il rischio è quello di indebolire uno strumento importante per la tutela delle lavoratrici e delle imprenditrici. “Si rischia di fare un grave passo indietro rispetto al percorso di promozione ed educazione alla parità di genere e di tutela delle imprenditrici e delle lavoratrici – spiega – perché i presìdi territoriali non sono semplici uffici, ma punti di riferimento che garantiscono vicinanza e ascolto, mediazione e conciliazione, attraverso il ruolo di pubblico ufficiale svolto dalle consigliere territoriali, vigilanza dinamica ma anche supporto alle imprese. Molte consigliere di parità, infatti, dialogano e collaborano con le aziende per incentivare buone pratiche e analizzare i rapporti biennali sul personale, favorendo un ecosistema lavorativo più equo”.
Per la presidente di CNA Impresa Donna Grosseto la centralizzazione rischierebbe di svuotare di efficacia il sistema costruito negli anni. “Andare a sostituire questa rete capillare di figure istituzionali, selezionate con bandi pubblici, con un’unica struttura centralizzata – prosegue Checcacci – rischia di svuotare di senso e competenze il ruolo delle consigliere di parità”.
Per questo CNA Impresa Donna chiede al Governo di rivedere la bozza del decreto legislativo e di rafforzare l’impegno sui territori nel recepimento delle direttive europee, permettendo a queste figure istituzionali di continuare a contribuire alla crescita sociale ed economica del Paese.


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