“Contro ogni recinto, isoliamo il lavoro nero”

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VERSILIA – “Contro ogni recinto, isoliamo il lavoro nero”. La nota stampa che pubblichiamo integralmente è a firma del segretario della Camera del Lavoro Massimiliano Bindocci: “La rete sotto i pontili non ci trova assolutamente d’accordo. La rete, il muro, il recinto sono espressioni e simboli di  una cultura della divisione, dell’intolleranza, della separazione che contrasta apertamente con la convivenza, la solidarietà e la condivisione. La riqualificazione di una zona si prepara non certo chiudendola, ma creandoci opportunità, magari mettendoci una postazione di salvamento provvisoria, con una  moto ad acqua più efficace dei pattini,  oppure un banchetto del gelato, uno spazio ricreativo, od a Pietrasanta una piccola mostra di pittura sulla spiaggia – vista l’ambizione culturale della piccola Atene – che invece in questo caso sembra più una piccola Sparta. La pulizia di un tratto di spiaggia ed il rispetto delle regole si garantisce poi con una manutenzione ed una sorveglianza, non con il filo spinato. Si tratta di una manovra di facciata, ed assolutamente inefficace. Non diminuiranno le persone che vendono abusivamente sulle spiagge, e nemmeno quelle che dovranno fare i bisogni e non hanno un luogo dove andare, era certamente più efficace una maggior presenza di vigili ed un bagno chimico. Il problema della legalità è una cosa seria, il problema dell’abusivismo commerciale pure, come lo è in località turistiche quello del del decoro oltre quello della criminalità. Occorrono però politiche attive, la politica locale deve farsi sentire e pretendere un maggior presidio di polizia e carabinieri nel periodo estivo, organizzare le amministrazioni per garantire un maggior rispetto delle regole e quindi prevenzione e controllo del territorio, in tal senso è da valorizzare l’idea di integrare meglio i servizi di polizia municipale, insomma sulla legalità siamo d’accordo, perché è innegabile che occorra dare maggior sicurezza per le strade e tranquillità a cittadini e turisti, come dimostra l’episodio della sparatoria a Lido di Camaiore ed i continui furti di questi giorni, ma le politiche attive contro la criminalità non si concretizzano in reti contro l’ombra ma in una cultura delle regole ed uno stato sociale in grado di consentire a chi ha meno di vivere dignitosamente. E  se è vero che molti senegalesi fanno abusivamente attività commerciale, vorrei che questa stessa attenzione al rispetto delle regole del piccolo commercio e del turismo, ci fosse anche nei confronti della piaga del lavoro grigio e del lavoro nero. In questi giorni ho letto che l’ispettorato del lavoro ha, in una ispezione, trovato personale a nero in diverse attività in Versilia!  Ma su questo fatto non ho visto l’indignazione delle amministrazioni, o proposte per isolare chi non rispetta le regole e non rispetta il personale, invece anche questa è concorrenza sleale, ed è anche una forma schifosa di schiavitù, perché un lavoratore a nero non ha nessun diritto. Tra l’altro questi episodi accadono notoriamente in Versilia proprio in realtà stagionali che fanno anche attività turistica, ed anche dove a causa anche del ricatto occupazionale, spesso chi lavora deve accettare condizioni fuori dalle regole con contratti fasulli, part time simulati, mancati giorni di riposo ai bagnini, pagamenti fuori busta, voucher, contratti a chiamata tutti i giorni, situazioni che sono note e diffusissime e su cui l’ispettorato ed il sindacato non bastano, ma occorre che tutti a partire dalla politica locale si impegnino a far rispettare le regole ed isolare i furbi.  INPS ed ispettorato del lavoro sanno bene che questa piaga comporta una enorme evasione ed elusione di tasse e contributi. Legalità è anche imporre controlli a chi rileva attività in Versilia per evitare di diventare la terra del riciclaggio e delle infiltrazioni malavitose. Ebbene su questi argomenti esistono protocolli ed impegni, ad esempio nella riviera romagnola, che andrebbero presi almeno come esempi da migliorare, su questi argomenti abbiamo sollecitato tavoli per condividere percorsi anche in Prefettura, ma non abbiamo visto grandi attenzioni. Recuperare la centralità del lavoro ed rispetto dei diritti dovrebbe essere la base su cui dovrebbe ripartire la politica, per una migliore convivenza, basata proprio sul rispetto  delle regole,  perché quello che oggi più manca è il lavoro, e per lavoro intendo un lavoro ragionevolmente stabile e con i diritti, sopratutto per i giovani e le donne”.

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